Emilio Russo, inedito dedicato a Leopardi

Emilio Russo

“Voglio condividere con voi l’ultima riflessione, premonitrice!, che mi aveva trasmesso Emilio Russo questa estate, a proposito dell’Infinito leopardiano… Preziosa, da rifletterci”. Così scrive il critico Vincenzo Guarracino, leopardista comasco di fama internazionale su Facebook, pubblicando il testo del docente e politico comasco recentemente scomparso. Ecco l’inedito: “IN-FINITO. Sèmpre avv. [lat. sĕmper, ma la radice è nel Sanscrito: sa- san, sam “Che avviene una volta. Samàs: uguale. Non replicabile”]: ossia Con continuità ininterrotta, senza termine di tempo (cioè senza fine, e talora senza principio).Sempre è già l’Infinito: il Sempre esprime la dimensione temporale del reale nel suo essere tautologicamente la sola dimensione che il pensiero contiene. Nell’Infinito, insomma, non vi è mutamento, giusto come dice Parmenide: ἡ μὲν ὅπως ἔστιν τε καὶ ὡς οὐκ ἔστι μὴ εἶναι. “Orbene io ti dirò, e tu ascolta accuratamente il discorso, quali sono le vie di ricerca che sole sono da pensare: l’una che “è” e che non è possibile che non sia, e questo è il sentiero della Persuasione (infatti segue la Verità); l’altra che “non è” e che è necessario che non sia, e io ti dico che questo è un sentiero del tutto inaccessibile: infatti non potresti avere cognizione di ciò che non è (poiché non è possibile), né potresti esprimerlo. Infatti lo stesso è pensare ed essere.” (Sulla natura).L’esperienza dell’Infinito non entra nell’orizzonte dell’umano come un dato contingente ma è radicata nello stesso pensiero come suo contenuto fondamentale. E proprio nella rimozione della contingenza vive la sua epifania. Che si realizza nella dimensione del pensiero, nel “fingersi” in esso”.

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