Enrica Ciccarelli, poker pianistico in compact disc

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Musica classica

Enrica Ciccarelli, talentuosa pianista comasca che ha suonato anche alla Scala e al Concertgebouw di Amsterdam, ha da poco pubblicato un cofanetto di ben 3 cd dal titolo A portrait e un cd singolo intitolato Visioni.
Come mai esce con quattro compact disc nello stesso momento, quando è già così laborioso presentarne uno?
«Il cofanetto A portrait in pratica è una ripubblicazione di tre dischi miei non più in commercio. Sono incisioni degli anni ’90, ben riuscite, che abbiamo

pensato di riproporre insieme con la casa discografia Sfem (Sara Ferrari Edizioni Musicali), etichetta indipendente gestita da giovani ragazzi, e con la Emi. Invece Visioni è stato registrato nel 2012 con Kreisleriana di Robert Schumann, uno dei capisaldi del repertorio pianistico romantico, e i Quadri di un’esposizione del compositore russo Modest Musorgskij.
Il cofanetto e il cd hanno un nesso tra loro?
«Il fatto che io sia l’interprete. Sono due ritratti del mio modo di suonare il pianoforte. Su un disco suono tre Sonate, cioè un recital per pianoforte, e queste tre Sonate sono state composte tutte nello stesso anno, il 1816, da tre grandi autori. Di Ludwig van Beethoven suono la Sonata n° 28, op. 101 in La maggiore, di Carl Maria von Weber la Sonata in La bemolle maggiore op. 39 e di Franz Schubert la Sonata in la minore D 537. Quella di Beethoven è una delle ultime composte dal maestro di Bonn, invece quella di Schubert è stata una delle sue prime Sonate e quella di Von Weber è la Sonata che Franz Liszt suonava sempre nei suoi recital. Gli altri due dischi dello stesso cofanetto portano quattro concerti di Mozart eseguiti in due momenti diversi con due orchestre diverse, due concerti solo per pianoforte e archi, che sono il Concerto n° 14 in Mi bemolle maggiore KV 449 e il Concerto n° 12 in La maggiore KV 414. L’altro disco è stato registrato in Ungheria con i due Concerti, n° 24 e n° 23. Kreisleriana fotografa appunto una “visione” introspettiva, mette in luce le debolezze e i desideri dell’animo umano. È una composizione molto profonda ed è proprio quello che mi piace così tanto in questo brano. Era un mio sogno poterlo registrare: richiede una maturazione personale e non solo artistica».
Le pagine di Musorgskij sono ispirate ai quadri del pittore Viktor Hartmann, un suo amico. Come si “suona” un dipinto?
«Nella musica russa c’è grande immaginazione. Ho provato a creare i miei colori e le atmosfere che cerco di creare nella musica. Colori creati dalla mia fantasia».
Il 23 ottobre Enrica Ciccarelli eseguirà a Milano, sul palcoscenico della Società dei Concerti, il Secondo concerto di Rachmaninov e il 27 ottobre terrà un recital a Stoccarda. Mentre in gennaio sarà negli Usa, nello Stato di New York, per il Concerto KV 491 di Mozart e a marzo in Alaska per il Concerto di Grieg. Ma entro il mese di ottobre la pianista comasca spera di poter presentare un nuovo cd tutto dedicato alle composizioni pianistiche di Frédéric Chopin.

Cécile Prakken

Nella foto:
Enrica Ciccarelli, talentuosa pianista di origini valtellinesi e comasca di adozione

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