Enrico Letta, tra tessere del Pd, basket e Guzzetti «Ho imparato ad essere meno prudente»

Enrico Letta nella sede di Espansione tv

Cita Giuseppe Guzzetti, dice di essere ancora tifoso convinto della Pallacanestro Cantù e conferma di avere ripreso la tessera del Pd, «l’ho in tasca, ma sostengo il partito da privato cittadino». Serata comasca ieri per l’ex premier Enrico Letta, che è passato dalle redazioni del Corriere di Como ed Etv prima della presentazione del suo nuovo libro Ho imparato (Il Mulino) in Biblioteca.
«Non sto facendo campagna elettorale diretta – spiega Letta – ma naturalmente io sostengo il Partito Democratico. Sì, mi sono anche nuovamente iscritto al Pd, come avevo annunciato, ma da cittadino».
Sono tanti i legami di Letta con il territorio comasco. Il meno noto è forse quello di una fede sportiva, per la Pallacanestro Cantù. «La seguo ancora e sono felice che si sia ripresa negli ultimi mesi – spiega – l’altra sera discutevo di basket con l’ex senatore democratico e stella di Simmenthal e Nba, Bill Bradley. Gli ho detto che sia in Italia sia in America, io tifavo sempre contro di lui, vista la mia passione per Cantù e i Lakers (Bradley giocò 10 anni a New York, ndr)».
Letta cita poi più volte «un grande comasco», ovvero Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa (Acri) e di Fondazione Cariplo, da 22 anni, (incarico che lascerà il prossimo 27 maggio).
«Io sono un “guzzettiano” convinto – dice Letta – Oggi ha spiegato che c’è troppo odio in Italia, un veleno che si sta insinuando nella nostra vita quotidiana e intacca le radici della democrazia, è la verità. I bisogni reali non possono essere ignorati, vanno affrontati e risolti, non strumentalizzati. L’avversario non deve essere un nemico».
Il titolo del suo ultimo libro è “Ho imparato”, ecco, cosa pensa di avere imparato dopo la sua breve esperienza di governo?
«Ho imparato a non essere troppo prudente. Ho imparato che si deve avere fiducia nei giovani – risponde Letta – Io tifo per i ventenni. Sono in gamba, seri e creativi. Danno una grande speranza all’Italia. Invece noi abbiamo un problema di emigrazione da parte dei nostri giovani e di gestione dell’immigrazione di giovani dai Paesi dell’Africa». Un pensiero naturalmente anche alla crisi del Pd, ancora non superata.
«Si sono pagati errori di arroganza – dice Letta – E l’incapacità di comprendere che ci sarebbe stato il rifiuto da parte di tanti elettori verso i partiti. Oggi credo che in molti si siano già pentiti. Due anni fa non venne compresa invece la rabbia e la paura che c’era nel Paese. Una paura nel profondo, verso il futuro. L’attuale governo non sta dando risposte su questi temi, così la sfida del Pd sarà recuperare capacità di generare fiducia e investimenti, si deve recuperare la coesione sociale».

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