Eros camaleonte con Miniartextil

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Esposizioni – Nelle nove sale al pianterreno di via Cantoni 69 artisti selezionati per la 23ª kermesse internazionale di arte tessile
Da domani al 1° dicembre torna “Miniartextil”

In quanti modi si può declinare il concetto di “eros” in una mostra d’arte contemporanea? Praticamente infiniti, a eccezione della pornografia, che nell’edizione numero 23 della rassegna internazionale d’arte tessile Miniartextil – inaugurazione domani alle 17, visitabile fino al 1° dicembre – è stata volutamente tralasciata. Per il resto a Villa Olmo in via Cantoni (per la seconda volta sede della rassegna, e da quest’anno con un prolungamento di 15 giorni rispetto al 2012 a sede unica

perché si è rinunciato alle location parallele) c’è davvero di tutto. L’impaginazione è rigorosa e sontuosa. Ci sono il corpo e l’anima dell’amore, la sensualità esplicita e golosa di opere che richiamano l’arte dolciaria, il sottile gioco d’ombre che dice più di tante parole e immagini esplicite, gli esotismi orientali, la ridondante sontuosità di macchinari barocchi che mettono alla berlina la retorica e le illusioni dell’umanità, il gioco semantico sui simboli e sui materiali: veri capelli umani, corde di pianoforte, semplici fili tessili, semplici (ma quantomai “parlanti”) lenzuola.
Non mancano i riferimenti espliciti al sesso, ma è evidente che l’amore può essere anche “platonico” come ci insegna la lettura del Simposio.
“Eros” è insomma il titolo dell’edizione di quest’anno, curata come sempre dall’associazione culturale comasca “Arte&Arte” di Nazzarena Bortolaso e Mimmo Totaro (insignita dell’Abbondino d’Oro) che ospita 69 artisti selezionati da Luciano Caramel, noto critico d’arte comasco. C’è come di consueto una selezione di “minitessili” nel salone centrale (54 sui 430 giunti in concorso da 43 nazioni diverse, un risultato invidiabile per una manifestazione unica in Europa) e non si possono mancare le scenografiche installazioni che coprono l’intero percorso delle nove sale al pianterreno della storica dimora. Tra gli artisti più convincenti il londinese Yinka Shonibare, l’argentino Manuel Ameztoy, la statunitense Mandy Greer (ottima la sua performance nel teatrino di Villa Olmo), dal Sudafrica Fiona Kirkwood. Non mancano esponenti giapponesi come Kumi Yamashita, Noriko Narahira, Keiichi Nagasawa e Takaaki Tanaka. Tra gli italiani ricordiamo in particolare il comasco Giuseppe Coco e Daniele Delfino con Blaise Cayol, autori di una interessante installazione realizzata con legni del Triangolo Lariano, alta 5 metri, Piante celesti: due figure umane che si ispirano alle incisioni rupestri del Neolitico e invitano a un rispetto delle forze e delle energie della natura proprio nel segno di Eros.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Il sensuale gioco di ombre che caratterizza l’opera dell’artista Usa Kumi Yamashita realizzata con un tessuto e una sorgente luminosa

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