Esami di guida irregolari: sono cento le patenti invalidate. I candidati sono però vittime di quanto accaduto

Tribunale di Como, Palazzo di Giustizia

Cento patenti sequestrate e invalidate a ignari automobilisti. La loro colpa? Nessuna, se non quella di essersi presentati a svolgere un esame pratico di guida che tuttavia oggi viene invalidato per colpa della mancata osservanza delle prescrizioni da parte di quelli che erano i loro esaminatori. Prove oggi indagate dalla Procura della Repubblica di Como (pm Massimo Astori) dopo una indagine della polizia stradale. Tutti questi automobilisti, incolpevoli, sono a loro volta danneggiati da quanto accaduto e potranno eventualmente chiedere il risarcimento. Stiamo parlando ovviamente dell’inchiesta che ha riguardato almeno due funzionari della Motorizzazione di Como, Antonio Pisoni e Roberto Giancarlo Molteni, accusati – nelle scorse ore è stata loro notificata la conclusione delle indagini preliminari – di abuso d’ufficio e falso nell’ambito degli esami di guida.
Per Pisoni, 62enne di Busto Arsizio, sono 56 le patenti che secondo l’accusa sarebbero state rilasciate in modo non regolamentare in un lasso di tempo compreso tra il 20 febbraio 2017 e il 15 maggio 2017. Quarantaquattro invece le patenti irregolari rilasciate da Molteni tra il 3 novembre 2017 e il 27 settembre 2018.
Al centro dell’attenzione della Procura di Como e della Stradale ci sono soprattutto i tempi minimi previsti per il rilascio del “via libera” alla guida che non sarebbero stati rispettati. Si tratta, per quest’ultimo funzionario, soprattutto di ragazzi che volevano guidare la moto.
Tutti questi documenti sono stati ritenuti irregolari, dunque verranno sequestrati e poi invalidati.
La vicenda rientra nell’ennesima conclusione delle indagini preliminari nell’ambito delle verifiche avviate anni fa alla Motorizzazione Civile di Como.
Sono in tutto sei gli indagati di questo nuovo (e ultimo) filone dell’inchiesta, non solo funzionari ma anche rappresentanti delle scuole guida finite nell’occhio del ciclone.
Secondo la Procura infatti almeno tre di loro sarebbero stati presenti sulle auto nel corso degli esami per la patente ritenuti non regolari, e dunque non potevano non essere al corrente di quello che stava avvenendo.

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