«Esclusi da ogni tipo di ristoro», protestano gli agricoltori

Protesta agricoltori

“Zero diritti, zero sostegni”, è il grido di allarme che proviene dai i lavoratori stagionali dell’agricoltura, degli agriturismi e del florovivaismo in provincia di Como, rimasti esclusi da ogni tipo di ristoro per la pandemia.
Ieri mattina, nel quadro della protesta nazionale, anche Como, davanti alla Prefettura, è stata inscenata una protesta dei lavoratori agricoli, florovivaisti e giardinieri. Una loro delegazione è stata poi ricevuta dal prefetto di Como, Andrea Polichetti, che si è fatto garante delle istanze dei lavoratori del settore che saranno fatte presenti al governo centrale.
«Si tratta di un’ingiustificata e discriminante esclusione delle lavoratrici e dei lavoratori del settore».
È questo il monito lanciato dalle organizzazioni sindacali territoriali, Fai Cisl dei Laghi, Flai Cgil Como e Uila Uil Milano Monza Laghi, che aderendo alle manifestazioni nazionali hanno proclamato lo stato di agitazione dell’intera categoria dei lavoratori nel settore.
«L’emergenza sanitaria ancora in corso ha fatto precipitare la maggior parte dei lavoratori coinvolti e le loro famiglie in una situazione di totale povertà», avvertono le sigle sindacali in un comunicato congiunto.
«Si tratta di lavoratrici e lavoratori che hanno pagato, in modo significativo, la crisi a causa della contrazione delle giornate lavorative in agricoltura nel 2020 – aggiungono – Quando possibile, si sono fatti carico di prestare la propria attività lavorativa in condizioni di estremo rischio rispetto alla possibilità di contagio, nonostante le misure di prevenzione adottate, con l’unico scopo di assicurarsi la sopravvivenza economica familiare e garantendo nel frattempo la disponibilità di alimentazione al nostro Paese».
Nel territorio di Como e Lecco ci sono circa 2.400 tra operai agricoli, florovivaisti, giardinieri a tempo indeterminato e determinato. Gli operai a tempo determinato sono più del 50% del totale: sono 1.600 nella provincia di Como. Una buona parte dei lavoratori del settore agriturismi nel 2021 non ha ripreso l’attività.

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