Lario ad arte

Ester Negretti

ester_negretti_autore_smallL’AUTORE
Ester Negretti, l’essenza prima di tutto
Ester Maria Negretti (nella foto, click per ingrandire) nata a Como, dopo aver conseguito il diploma al Setificio della sua città, «seguendo la buona tradizione rinascimentale»  come si legge sul suo sito Internet  www.esternegretti.com, ha formato la sua tecnica pittorica negli atelier di  pittori esperti dai quali ha  appreso i segreti del mestiere. Ha partecipato fin da giovanissima a numerosi concorsi. Nel 2010 ha vinto il premio “Brambati”. Dopo aver lavorato presso diversi studi di disegno tessile, dal 2005 si dedica interamente alla pittura. Nel 2011 ha tenuto una personale dal titolo “Essenza e Materia” al  Palazzo del Broletto a Como.

ester_negretti_opera_smallL’OPERA
L’alchimia che svela la realtà
Un materiale artistico che è un crogiuolo  alchemico di trasfigurazioni. Un osservatorio il cui obiettivo è puntato all’intima comunione di tutte le cose e di tutte le esperienze. Una pittura che è più forte dell’ego a cui spesso si fermano molti artisti. E che, nel corso del tempo, tende sempre più all’astrazione e alla scultura, cioè alla tridimensionalità, alla matericità come presenza viva e tangibile nello spazio e nel tempo, che plasma la luce su  molteplici piani. Una pittura in cui ogni scavo è una ricerca d’identità, e ogni gesto chiede che la realtà cali la maschera dell’illusione e si sveli per come è davvero.
Per Ester Maria Negretti, artista comasca giovane ma già affermata anche all’estero (sue opere sono ora a Boston e in Francia), la pittura è un esercizio di etica che invita ad andare oltre l’apparenza delle cose, alla ricerca di una intima essenza che pervade tutto l’universo. E parla anche attraverso materiali poveri come sabbie, tracce di combustioni, scarti del ciclo consumistico o della produzione industriale. Ma anche residui di colore che gocciolano dal pennello e vengono recuperati, lo sporco e il rumore dell’atelier che viene riscattato, e mixato con sabbie, stoffe, pezzi di giornale, catrami, calcestruzzi, vecchie cornici. Nulla si crea, nulla si  distrugge, ma tutto si trasforma: un messaggio anche ecologico chiaro e forte, che riprende l’assunto di Lavoisier. Per Ester arte è «ripetere nel piccolo della nostra “officina” lo stesso procedimento che la natura attua nell’universo, lasciare cioè il campo aperto a nuove esperienze, a nuove combinazioni di materie che si uniscono e si separano come nelle reazioni chimiche».
Da questo procedimento nascono scenografie che hanno la stessa complessità di un corpo, la stessa fisicità di un’epidermide,  e come in certe nuvole non è raro leggere in filigrana alcune forme di figure e di paesaggi, che traducono l’amore mai sopito per la piccola patria comasca da cui Ester spicca il volo.

GALLERIA  (clicca su una immagine per visitare la Galleria)
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6 marzo 2013

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