Esuberi del Municipio di Campione: Zanzi convoca i sindacati, ma la Uil dice no

Manifestazione cittadini di Campione d'Italia del 16 marzo 2019

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la sospensiva della delibera, firmata lo scorso anno dall’ex sindaco di Campione d’Italia, Roberto Salmoiraghi, il commissario prefettizio Giorgio Zanzi ha fretta di riavviare l’iter per gli esuberi dei dipendenti comunali.
Oggi ha così convocato seduta stante i sindacati per comunicare le sue decisioni. L’incontro doveva essere in giornata, ma è stato rinviato di alcuni giorni per l’indisponibilità del segretario provinciale per la Funzione pubblica della Uil del Lario, Vincenzo Falanga. «Comprendo l’urgenza e la delicatezza del tema, ma il commissario non può pretendere che tutti siano disponibili da un giorno con l’altro – dice Falanga – Ho chiesto qualche giorno in più».
Quella del sindacato potrebbe essere anche una tattica per arrivare il più vicino possibile alla discussione del merito della delibera al Tar del Lazio, prevista per il prossimo novembre.
«L’ideale sarebbe arrivare proprio alla sentenza – dice sempre Falanga – pensate cosa succederebbe se venissero dichiarati gli esuberi e il Tar annullasse la delibera? Vorrebbe dire riassumere tutti nel giro di pochi giorni, una situazione assurda, come è assurda tutta la vicenda di Campione, dal Comune al Casinò ed è assurdo che dopo un anno la politica non abbia ancora mosso un dito per tutte queste persone».
Quanti sono oggi i dipendenti del Municipio?
«Oggi il Comune ha in forze 85 dipendenti».
Quindi si parla di 70 licenziamenti per raggiungere la pianta organica di 15 persone stabilita dal Ministero?
«I numeri sono quelli. Anche se per il pubblico impiego non si parla di licenziamenti, bensì di esuberi».
E dalla notifica, quanti giorni passano perché diventi definitiva?
«Si tratta di un iter che dura 30 giorni dalla comunicazione. Però ripeto, non possiamo paragonare questo caso a una casistica tipo. Parliamo di una delibera dell’anno scorso. Parliamo di esuberi che potrebbero arrivare a meno di tre mesi di una sentenza del Tar che deve giudicare la delibera».
Il sindacato insomma non si vuole arrendere in questa partita. Dal punto di vista tecnico, invece, i dipendenti, dopo la decisione del Consiglio di Stato non hanno più alcuna arma in pugno.

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