Eterologa, adesso è boom di richieste

Salute e territorio
Almeno 20 coppie ogni settimana si rivolgono al centro specialistico del Sant’Antonio Abate
Venti richieste in una sola settimana. La decisione della Toscana di dare il via alle procedure di fecondazione eterologa ha spinto gli aspiranti genitori a rompere gli indugi e a farsi avanti, rivolgendosi ai centri di procreazione assistita per realizzare il sogno di avere un figlio.
La struttura specializzata dell’ospedale di Cantù, punto di riferimento per l’intera provincia di Como, negli ultimi giorni ha registrato un aumento continuo di chiamate, con un trend in ulteriore crescita.
La sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa (ovvero, il ricorso a un donatore esterno alla coppia) risale all’aprile scorso. Fino a luglio, il centro dell’ospedale canturino (che fa capo al Sant’Anna) aveva ricevuto un paio di richieste al mese. Dalla fine di agosto, invece, le richieste sono aumentate in modo esponenziale, arrivando a 20 in una sola settimana. Il centro è l’unica struttura pubblica della provincia di Como autorizzata a effettuare tutte le procedure di procreazione assistita.
«L’attenzione e l’interesse delle coppie sono cresciuti moltissimo – dicono dal Sant’Anna – e le telefonate degli aspiranti genitori sono in continuo aumento. A tutti rispondiamo che, per quanto ci riguarda, dal punto di vista tecnico siamo pronti a partire e che aspettiamo le linee guida che devono essere pubblicate dalla Regione. Nell’attesa del documento ci stiamo già organizzando».
L’esigenza, alla luce del boom di richieste dei pazienti, è di definire in tempi rapidi le linee guida, come già avvenuto ad esempio in Toscana, regione in cui sono già state effettuale le prime procedure.
Il 4 settembre scorso, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha convocato una riunione straordinaria per fare il punto sul tema della fecondazione eterologa.
«La prossima settimana abbiamo in programma una riunione aziendale interna con tutti gli specialisti coinvolti – fanno sapere ancora dal Sant’Anna – Stiamo lavorando per definire gli aspetti organizzativi ed essere pronti a partire non appena avremo le linee guida regionali». Le tecniche di fecondazione – come già avevano spiegato Marco Claudio Bianchi, direttore del centro di procreazione assistita di Cantù, e il direttore del dipartimento materno-infantile del Sant’Anna, Renato Maggi – sono le stesse già attualmente utilizzate per la procreazione assistita.
Cambia soltanto la possibilità di ricorrere a un donatore esterno e c’è dunque la necessità di ragionare sulla questione delle banche dei donatori di gameti maschili e femminili, sperma e ovuli.
Alla fecondazione eterologa possono accedere coniugi o conviventi di sesso diverso, maggiorenni e in età fertile, entrambi viventi. La procreazione assistita è prevista soltanto qualora sia stata accertata una patologia che sia causa di infertilità o sterilità. «All’eterologa possono accedere non solo nuovi pazienti – precisano sempre dall’azienda ospedaliera Sant’Anna – ma anche eventualmente donne già in cura per le quali esiste il problema di un numero di ovociti insufficienti oppure troppo vecchi per essere ancora utilizzati». Stando alle prime informazioni sulle linee guida definite il 4 settembre scorso, la donazione dei gameti sarà consentita agli uomini dai 18 ai 40 anni e alle donne dai 20 ai 35 anni. La selezione dei donatori «dovrebbe essere effettuata da un team composto da endocrinologo-urologo con competenze andrologiche e biologo, con possibilità di consulenza da parte di un genetista ed uno psicologo, sotto la supervisione del responsabile del centro».
Fino a oggi, le coppie comasche che volevano accedere alla fecondazione eterologa dovevano rivolgersi a strutture estere, comprese quelle della vicina Svizzera. Nella Confederazione Elvetica, però, la pratica è concessa esclusivamente al maschile, ovvero con il ricorso a un donatore di seme esterno alla coppia. Non è prevista invece la donazione degli ovuli. In Italia, dopo la sentenza dell’aprile scorso, la procedura è consentita in senso generale, senza distinzione tra uomini e donne.

Anna Campaniello

Nella foto:
Una sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa. Da quel momento molte coppie hanno chiesto aiuto agli ospedali

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.