Expo 2015, tutte le opportunità del “Sistema Como”

Sono già 27 i Paesi esteri con i quali sono stati allacciati rapporti diretti
Stop ai proclami e ai discorsi generici e astratti che ruotano attorno al concetto di «grande opportunità». Il conto alla rovescia per l’apertura di Expo 2015 è giunto a 30 mesi ed è il momento di passare all’azione.
«Forse sono in pochi ad averlo percepito ma Como, su Expo, c’è – dice Paolo De Santis, presidente della Camera di Commercio – C’è per concorrere alla realizzazione fisica dell’Esposizione mondiale e c’è per l’organizzazione degli eventi».
Sotto l’etichetta
Sistema Como 2015, le istituzioni e le realtà culturali e scientifiche del territorio lavorano da un anno in vista dell’appuntamento del 2015. L’11 e il 12 ottobre scorsi, il Lario ha partecipato al secondo International Participant Meeting (Ipm), vertice operativo per l’organizzazione di Expo.
«Abbiamo aderito con un nostro spazio – dice Attilio Briccola, responsabile di Sistema Como 2015 – Siamo entrati in stretto contatto con i delegati di 27 Paesi. Si è trattato di incontri operativi, in alcuni casi già proiettati sull’attività concreta. Si tratta di creare rapporti veri, incentrati sul portare le delegazioni a soggiornare a Como così come sulla possibilità di partecipare alla costruzione di Expo».
Per essere ancora più concreto. Briccola parla anche di cifre. «Il primo obiettivo da perseguire ora è offrire servizi per la realizzazione dei padiglioni – dice – Forse pochi sanno che si stima, per la sola realizzazione dei padiglioni dell’Esposizione, un investimento tra i 500 e i 600 milioni di euro. Molti arriveranno già con un progetto e si attiveranno per trovare chi possa realizzarlo, altri potrebbero rivolgersi a professionisti in loco per tutte le fasi, dallo studio all’allestimento dei padiglioni. Spero sia chiara la portata dell’opportunità che si apre per il territorio».
Il secondo ambito di intervento interesserà poi l’organizzazione degli eventi. «Per questo aspetto abbiamo margini temporali un po’ più ampi ma si sta comunque avviando il lavoro – dice De Santis – Si tratta di immaginare Como inteso come Sistema, tra i protagonisti nella pianificazione degli eventi che proseguiranno per i 6 mesi dell’Expo. Stiamo attivando una ricognizione di quello che già c’è, un patrimonio notevole sebbene non percepito. Si tratta di unificare le realtà esistenti ma “scollate” l’una dall’altra e integrarle con nuove idee e progetti».
Tra i Comuni già operativi in vista del 2015 ci sono Erba e Como. «Vogliamo cogliere questa opportunità da protagonisti – dice Gisella Introzzi, assessore al Commercio di Palazzo Cernezzi – Siamo entrati con convinzione nella compagine di lavoro. Abbiamo stretto una collaborazione mirata con l’Angola, nell’ottica di vedere gli stranieri come opportunità e non solo come problema da affrontare».

Anna Campaniello

Nella foto:
Una simulazione al computer della grande area sulla quale sorgerà Expo 2015

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