Eterologa, la Regione dice sì Ma le coppie dovranno pagare

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Entro due settimane il via libera alla prenotazione degli interventi
Dieci giorni, due settimane al massimo. Tanto durerà ancora l’attesa per gli aspiranti genitori che sognano di avere un figlio ricorrendo alla fecondazione eterologa.
La giunta regionale ha approvato ieri le linee guida per la procedura e, non appena il documento sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Lombardia (il cosiddetto Burl), l’ambulatorio dell’ospedale di Cantù – centro di riferimento per la provincia di Como – darà il via alle prenotazioni e agli interventi. Almeno per

il momento, il costo sarà a carico delle coppie.
«Entro una quindicina di giorni si partirà ufficialmente – conferma Mario Mantovani, assessore regionale alla Salute – La delibera è stata approvata dalla giunta e appena sarà pubblicata sul Bollettino ufficiale sarà operativa. In quel momento scatteranno le prenotazioni e tutte le procedure, dalla donazione dei gameti agli esami agli interventi veri e propri di fecondazione».
Il centro di procreazione assistita dell’ospedale Sant’Antonio Abate, che fa capo all’azienda ospedaliera Sant’Anna, nelle ultime settimane ha registrato una crescita esponenziale delle richieste di coppie di aspiranti genitori, venti solo negli ultimi sette giorni.
L’interesse è cresciuto soprattutto dopo l’avvio degli interventi in Toscana. «Tecnicamente siamo pronti a partire e aspettiamo solo le linee guida della Regione», hanno ripetuto da via Ravona.
Quel documento è arrivato ieri e ora è il momento per gli esperti dell’ospedale di Cantù di passare all’azione. Per il prossimo 25 settembre è già convocata una riunione organizzativa e operativa degli specialisti dell’azienda ospedaliera lariana coinvolti nell’operazione.
A breve dovrebbero poi essere fornite anche tutte le informazioni utili per le prenotazioni delle procedure. Almeno per il momento, come detto, il costo degli interventi di fecondazione eterologa sarà interamente a carico degli aspiranti genitori.
«Lo Stato non ha inserito la fecondazione eterologa nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) – afferma ancora Mantovani – In attesa di una decisione in questo senso, dunque, gli interventi in Lombardia saranno a carico dei pazienti. Il costo può variare da un minimo di circa 600 euro nei casi più semplici, ovvero di donazione dei gameti maschili, fino a un massimo di circa 3mila euro per i casi più complessi. Il pagamento sarà previsto per tutta la fase transitoria, finché non ci sarà un intervento del governo centrale».
Le prestazioni saranno a pagamento «finché non vi sarà un intervento dello Stato per inserirle nei Lea – ribadisce l’assessore regionale alla Salute – Con questa delibera abbiamo già fatto tanto. Le Regioni stanno supplendo a una latitanza grave dello Stato. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che risale all’aprile scorso, doveva essere subito predisposta almeno una bozza di legge. Invece nulla. Ho insistito per un intervento delle Regioni in modo da arrivare almeno a una definizione comune ed evitare il Far West su una questione così delicata».
Il centro di procreazione assistita dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù è una delle strutture lombarde autorizzate ad effettuare la fecondazione eterologa.
«Potranno avviare le procedure tutti i centri di primo, secondo e terzo livello regolarmente iscritti al registro nazionale apposito, in pratica quelli che già fanno la fecondazione omologa – dice Mario Mantovani – Abbiamo invece sospeso le procedure per il rilascio di nuove autorizzazioni di centri che volessero accreditarsi, non vogliamo creare un mercato».
Via libera anche alla creazione di un archivio centralizzato dei donatori, una sorta di registro regionale informatico.
«I donatori faranno riferimento ai singoli centri sul territorio – dice Mantovani – ma la struttura dovrà comunicare tutti i dati previsti al registro regionale, che per la Lombardia è istituito alla Fondazione Ospedale Policlinico di Milano. Questo riguarda sia i gameti maschili sia femminili, in attesa di una banca dati nazionale. La direzione generale dell’assessorato avrà il compito di monitorare e controllare tutte le indicazioni contenute nel provvedimento varato dalla giunta».
Ribadite anche i requisiti che devono avere gli aspiranti genitori che chiedono di poter ricorrere ad un donatore esterno per avere un figlio. Alla fecondazione eterologa possono accedere coniugi o conviventi di sesso diverso, maggiorenni e in età fertile, entrambi viventi. La procreazione assistita è prevista soltanto qualora sia stata accertata una patologia che sia causa di infertilità o sterilità. La donazione dei gameti sarà consentita agli uomini dai 18 ai 40 anni e alle donne dai 20 ai 35 anni, dopo valutazione complessiva.

Anna Campaniello

Nella foto:
Il centro di procreazione assistita sul Lario è collocato all’interno dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù

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