Facebook è una scoperta del Cinquecento

Conferenze nel capoluogo
Facebook? Il social network è nato nel XVI secolo. Lo svelerà oggi, alle 14.30, una studiosa lariana nell’aula Benzi del liceo classico Volta (foto) di Como in via Cesare Cantù, con il supporto dell’Associazione Italiana Cultura Classica, sezione di Como. Il titolo “Facebook nel ’500, sorprendenti analogie tra i social network di ieri e di oggi” è stato ispirato da una mostra all’Università di Leida, in Olanda, del 2010. Sarà Samuela Camelliti, dottoressa in Lettere Classiche laureatasi alla Statale di Milano e già allieva del “Volta”, a rivelare nella sua conferenza al Volta che il Mark Zuckerberg del ’500 si chiamava Bonaventura Vulcanius.

Fu questo umanista olandese che nel 1540, nell’ambito del clima culturale della Riforma protestante, inaugurò la tradizione degli “alba amicorum”. Cioè pubblicazioni che permettevano di intessere reti di contatti fra letterati di tutta Europa. In effetti i “libri degli amici” sono, sostiene la studiosa lariana, «la più vicina approssimazione ai social network nel mondo dell’editoria. Erano album portatili con gli stemmi delle famiglie di provenienza dei giovani universitari che partivano per il loro viaggio di formazione accademica nel continente europeo. Ebbero tale successo che gli editori ne creavano di prestampati, con immagini da incollare come le figurine dei calciatori, da completare a piacere con dediche e iconografie personalizzate. In questo sistema di album si creavano gruppi da cui si poteva essere cancellati, e questa è una forte analogia con l’attuale Facebook. E c’erano appositi “alba amicorum” per le donne, fatto non così scontato per l’epoca, in cui si poteva anche precisare se l’interessata fosse impegnata o libera. Altra analogia con l’oggi. Ingresso libero.

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