Fake news sulle prenotazioni e vere storie di disservizi

Campagna vaccinale

Da una parte una “fake news” circolata ieri, ma smentita con forza da Regione Lombardia, Ats Insubria e Asst Lariana, con altrettante note. Dall’altra le storie vere di una serie di segnalazioni di disservizi e disagi patiti da anziani e categorie fragili, arrivate anche ieri alla nostra redazione. La campagna vaccinale nel Comasco e in Lombardia continua ad arrancare. Le autorità sanitarie lombarde hanno segnalano ieri la diffusione e circolazione di un avviso falso sulle tappe della campagna vaccinale. L’avviso indica anche un calendario delle fasi delle iniezioni e delle prenotazioni per le fasce di età dai 60 ai 79 anni, ma si tratta di indicazioni fasulle.
«Sono false informazioni – precisa l’Asst Lariana, che coordina la campagna vaccinale in provincia di Como – Le adesioni per i cittadini con meno di 80 anni non sono ancora partite e peraltro non saranno gestite tramite la piattaforma vaccinazionicovid.servizirl.it, ma attraverso la piattaforma di Poste Italiane».
In questo momento solo i cittadini over 80 possono aderire alla campagna vaccinale anti Covid-19 attraverso la piattaforma vaccinazionicovid.servizirl.it e il supporto delle farmacie. È prevista l’adesione anche per il personale del mondo della scuola, ma non per altre categorie. È in corso la vaccinazione anche dei soggetti fragili, che vengono però contattati direttamente dalle strutture in cui sono in cura.
Proprio su questo fronte però sono all’ordine del giorno le storie di disservizi. È il caso di un residente a Guanzate che racconta le vicissitudini per vaccinare la madre, over 80, invalida al 100%, che ha aderito alla campagna già dal 15 febbraio, il primo giorno in cui ci si poteva prenotare. «Il nostro medico di base dice di averla inserita anche in un’altra lista dedicata alle vaccinazioni a domicilio, vista la quasi totale immobilità della malata, ma neppure in questo modo abbiamo ottenuto qualcosa», spiega. Nessuna risposta concreta neppure dal call center regionale. Una delle tristi storie di malasanità registrate in questi giorni in Lombardia.

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