Fenomeno Grillo a 5 stelle. Un successo pieno di incognite

grilloIl caso – La nuova formazione politica è accreditata dagli osservatori di un risultato importante
Difficile dire se tra gli eletti in Parlamento vi saranno anche comaschi

Una guerra totale al «professionismo della politica» visto come il «male assoluto» che ha trascinato l’Italia alla rovina.
L’esito incerto delle elezioni politiche di domenica e lunedì prescinde da un risultato dato comunque per acquisito: il successo, in termini di consenso, del Movimento 5 Stelle. La formazione politica di Beppe Grillo, qualunque sarà il responso delle urne, si troverà con

un “patrimonio” istituzionale da spendere nell’arena parlamentare.
Difficile dire se tra gli eletti vi saranno anche comaschi. Le posizioni in lista dei candidati lariani sono abbastanza distanti dal vertice, il sistema del “porcellum” potrebbe non favorire l’arrivo a Roma di deputati e senatori comaschi a 5 Stelle. Anche i nomi di questi candidati non aggiungono nulla, essendo tutti neofiti della politica: Fabio Barone (8° nella lista della Camera), Paolo Bronzi (9°), Alberto Deiana (11°), Enrico Franzoso (16°), Daniela Di Paola (17°), Enrico Bacchelli (18°), Luciano Montanari (20°), Ferdinando Galliano (22°) e Fulvio Valsecchi (12° al Senato).
LA RICERCA
Nessuna sfera di cristallo è in grado di anticipare con una ragionevole credibilità il futuro ormai prossimo del Paese. Qualcuno, però, ha tentato di analizzare la realtà basandosi su dati concreti.
Piergiorgio Corbetta ed Elisabetta Gualmini, ordinari all’Università di Bologna (la seconda è anche presidente dell’Istituto Cattaneo, il centro studi più importante in Italia nel campo elettorale) hanno coordinato il primo lavoro scientifico sul Movimento 5 Stelle.
Il frutto di questa ricerca è un volume a più mani (Il partito di Grillo, Il Mulino, 225 pagine, 16 euro) in cui si traccia l’orizzonte più probabile della forza politica che scardinerà, almeno in parte, il sistema italiano. «Un “non partito” che ha come sede un indirizzo web» e come connotazione il «web-populismo, un’ideologia debole dal punto di vista dei contenuti politici» ma forte sul piano dell’insediamento del consenso.

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