Fallimento del Casinò, slitta la sentenza d’appello

Una veduta del casinò di Campione d'Italia

Fumata grigia, oggi in Tribunale a Milano, al termine dell’udienza in cui sono stati discussi i reclami contro il fallimento della società di gestione del Casinò di Campione d’Italia.
I giudici della quarta sezione civile si sono riservati la decisione dopo aver ascoltato le parti. La sentenza slitta quindi di giorni, forse di settimane.
Almeno tre sono stati i punti nodali trattati dalle parti durante l’udienza: la questione del credito fiscale – che già la commissione tributaria provinciale di Como ha ritenuto non sussistere; il valore dell’accordo di ristrutturazione del debito che si sarebbe dovuto firmare il 24 luglio davanti al notaio Massimo Caspani ma che non era stato accettato dal commissario liquidatore del Comune, Angela Pagano; e la sostenibilità giuridica del fallimento. Su questa ultima questione sono in particolare intervenuti i legali della Banca Popolare di Sondrio, maggior creditore della società fallita.
Gli avvocati dell’istituto di credito valtellinese hanno ribadito una tesi che, se accolta, riporterebbe tutta la vicenda al punto di partenza. Secondo loro, infatti, la società di gestione – creata con l’obiettivo di garantire al socio unico le quote di riparto degli utili – non poteva fallire in quanto del tutto priva di carattere commerciale.

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