Fancellu rivive lo storico bronzo iridato «Non potevo perdere quella medaglia».
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Fancellu rivive lo storico bronzo iridato «Non potevo perdere quella medaglia».

«Non potevo perdere quella medaglia, dovevo dare tutto per salire sul podio». Alessandro Fancellu, 18 anni, di Binago, il giorno dopo il bronzo ai Mondiali di ciclismo è ancora emozionato nel rivivere la sua corsa. Un risultato storico per il ciclismo comasco nella gara in linea della categoria Juniores a Innsbruck, in Tirolo.
Una corsa iridata che rimarrà indimenticabile anche per il successo di quella che sarà probabilmente la stella del ciclismo dei prossimi anni, il belga Remco Evenepoel, che ha dominato dopo essere rimasto coinvolto in una caduta e aver recuperato senza particolari problemi.
Evenepoel ha concesso il bis dopo aver vinto la prova a cronometro. Un talento di grandi prospettive al punto che l’anno prossimo, saltando la categoria Under 23, gareggerà già fra i Professionisti.
«Mi sentivo bene – spiega ancora Fancellu – e sono sempre stato con il gruppo dei primi. Ho avuto qualche difficoltà, ma nel finale, quando è stato il momento decisivo, mi sono detto che non potevo sbagliare e dovevo trovare le energie per conquistare la medaglia».
Quando ha riacceso il telefonino dopo la gara, l’apparecchio è quasi andato in tilt per i tanti messaggio che sono arrivati. Ma il diretto interessato rimane con i piedi per terra. «È stata una bella soddisfazione, la medaglia e tutto ciò che ne è conseguito mi ha fatto piacere. Forse non mi rendo ancora conto completamente di quello che è successo».
Alessandro Fancellu è prima di tutto una persona umile, che non si dà arie, e anche questa sua tranquillità rispetto ad un risultato di grande valore rispecchia il personaggio, che pensa già al suo ritorno a scuola e sui pedali. «Frequento l’istituto tecnico di Limbiate, in provincia di Monza – conclude – Il ritorno a casa per me significa studiare e riprendere gli allenamenti».
Alessandro Fancellu visto da vicino. Lo conosce bene, sicuramente, Eugenio Pesenti, presidente della squadra Calzolari-Da Moreno, in cui la medaglia di Innsbruck ha corso ai suoi esordi.
«Il suo pregio? La caparbietà – afferma Pesenti – Alessandro non molla mai e insegue gli obiettivi che si pone. Ha alle spalle una famiglia che lo lascia tranquillo e lo segue con passione e affetto ma senza assillarlo ed essere pesante. Il problema di molti genitori, infatti, è pensare di avere in casa il nuovo Eddy Merckx».
«Fancellu ha un’altra caratteristica che è emersa nella gara di Innsbruck – aggiunge il dirigente – Anche quando non ha più energie sa sempre trovare le risorse mentali e fisiche per trovare lo spunto finale decisivo. Ai Mondiali era stanco, ma alla fine ha vinto la medaglia in volata, lui che è uno scalatore, contro lo svizzero Alexandre Balmer».
Eugenio Pesenti era nella città austriaca al pari di Paolo Frigerio, presidente del Club Ciclistico Canturino, l’attuale formazione di Fancellu, che nel 2019 passerà tra gli Under 23 nella squadra Continental Polartec-Kometa della fondazione Contador e del manager Ivan Basso.
«Al ritorno da Innsbruck con una tanto agognata medaglia di bronzo mondiale – spiega Frigerio – va il mio sentito ringraziamento a tutto il Canturino: tecnici, atleti, sponsor, amatori e supporter, che, mai come in questa stagione, hanno raggiunto un risultato sempre agognato e quasi temuto. Una medaglia iridata che oggi possiamo gustare con tutta la soddisfazione che il momento storico ci consente e che ci permetterà di continuare nella tradizione di questa società».
Fancellu sarà festeggiato dal club nella serata di fine stagione, quando ogni anno c’è il passaggio del testimone fra i nuovi arrivati e i corridori promossi nelle categoria maggiore. Una festa che in questo 2018 avrà davvero un grande significato.

29 settembre 2018

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Massimo Moscardi

mmoscardi mmoscardi@corrierecomo.it


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