Fausto Coppi e Gianni Brera, mostra a Milano. Il Ghisallo fa da filo conduttore

Fausto Coppi

Cimeli del Ghisallo a Palazzo Lombardia per la mostra “Brera 100 Coppi”. L’esposizione omaggia uno dei personaggi più amati nella storia dello sport italiano Fausto Coppi, raccontato da cimeli (maglie e biciclette) e immagini artistiche del pittore spagnolo Miguel Soro.
Una iniziativa stata voluta dall’assessorato alla Cultura della Regione Lombardia, promossa assieme al Museo del Ghisallo, al Museo AcdB di Alessandria e all’associazione Terra Insubre.
Fino a domenica sarà possibile visitare la mostra allo spazio espositivo di Palazzo Lombardia, in via Galvani 27 a Milano: da lunedì al venerdì dalle 10 alle 18, sabato chiuso e domenica dalle 14 alle 18. L’ingresso è gratuito.
All’interno sono presenti le pubblicazioni “La Lombardia di Gianni Brera” e “Coppi e il diavolo”, la cui pubblicazione è stata curata dall’assessorato alla Cultura. I due grandi personaggi, del ciclismo e del giornalismo, erano nati lo stesso anno, nel 1919.
In esposizione c’è anche una bicicletta di Coppi che per la prima volta è uscita dal Santuario del Ghisallo proprio per questa occasione.
Da corridore, peraltro, il Campionissimo si tolse molte soddisfazioni in terra lariana. Fausto Coppi continua infatti a detenere il record di vittorie del Giro di Lombardia: nel suo palmares ben cinque affermazioni, di cui quattro consecutive, tra il 1946 e il 1949. La quinta nel 1954. Nel 1948 stabilì il primato della scalata al Ghisallo, salendo in 25’30’’ sugli 8,8 chilometri, migliorando il precedente record di ben 1’43’’.
Non soltanto. Il 5 giugno 1952 andò in scena la cronometro del Giro d’Italia da Erba a Como, vinta proprio da Coppi. Con quel successo il leggendario ciclista di Castellania diede la stoccata decisiva per la conquista della “Corsa rosa”. Una cronometro lunga 65 chilometri, che il piemontese vinse ad una media di 42,32 chilometri orari (1h 32’ 25’’ il suo tempo finale); alle sue spalle lo svizzero Hugo Koblet (a 15’’), Giancarlo Astrua (a 25’’) e l’altro corridore elvetico Ferdi Kubler (a 30’’). Poi due miti del ciclismo italiano, Fiorenzo Magni (1h34’08’’) e Gino Bartali (1h34’37’’).
Tra i tanti trofei di Coppi, uno dei più importanti è arrivato a pochi chilometri dal Lario, con la vittoria ai Campionati del Mondo di Lugano, in Ticino, nell’edizione 1953 della corsa iridata (nella foto).
Anche Gianni Brera vantava solidi legami con il nostro territorio: viveva a Bosisio Parini, amava lo stadio Sinigaglia e sul Lario aveva molti amici. Mangiava volentieri in un ristorante di Lezzeno, dove gustava il pesce di lago. Apprezzava proprio il Ghisallo ed era molto legato anche alla storia di Como. Ammirava i Maestri Comacini; si appassionava alle vicende che videro contrapporsi alla Lega Lombarda le città di Como e Pavia, alleate invece con l’imperatore Barbarossa contro l’invadenza di Milano. Tra i personaggi a cui era più legato Gianni Clerici, tennista, giornalista e scrittore: i due avevano lavorato assieme a “Repubblica” e prima ancora al “Giorno”.

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