Fermare l’oblio del vecchio Sant’Anna

Lentezze burocratiche e abbandono

Leggo l’articolo a firma di  Anna Campaniello sulla situazione odierna di certi, tanti settori del “vecchio Sant’Anna”.
La prima reazione è di sorpresa e sconcerto, ma poi subentrano il ribrezzo e la vergogna.
Come si fa a lasciare in quello stato di abbandono arredi e strutture (e quant’altro) che probabilmente, se non certamente, potrebbero aiutare tanti centri medici costituti o in via di costituzione nelle aree miserrime dell’Africa?
Come si fa ad esibire tale spreco di potenziale aiuto a chi non ha neanche il minimo di assistenza, mentre noi ci permettiamo il “nuovo Sant’Anna”?
Come si fa ad essere amministratori della cosa pubblica senza porsi, evidentemente, certe domande?
Ritengo che ci siano in città e dintorni associazioni di volontariato che condividono il mio pensiero. Provino a far domanda di ottenere gratuitamente quanto oggi in disuso definitivo e trovino il modo di farlo arrivare a chi ne ha bisogno.

E. Laurenti

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