Fermi: «Troppo tardi per il rilancio di Forza Italia»

Alessandro Fermi nel giorno della sua elezione a presidente del Consiglio regionale

«Un anno fa avevo auspicato in maniera forte un tentativo di rilancio del partito. Oggi, anche se si volesse fare, potrebbe essere troppo tardi». Il presidente del consiglio regionale, Alessandro Fermi, è da molti anni il leader di Forza Italia nel Comasco. Da tempo, la sua voce si è fatta molto critica nei confronti del gruppo dirigente nazionale azzurro.
Pochi mesi fa, dopo un incontro al Pirellone con Matteo Salvini, alcune fonti di stampa davano per imminente il suo passaggio alla Lega. Cosa, al momento, non vera. Certo è che il risultato elettorale di domenica e lunedì scorsi non aiuta a immaginare un futuro roseo.

«Premetto che i dati amministrativi e regionali sono sempre difficili da leggere, le liste dei governatori e le civiche non permettono di fare raffronti con il voto politico – dice Fermi – Tuttavia, sembra chiaro a tutti che Forza Italia, e non lo scopriamo oggi, ha perso forza propulsiva e capacità di catalizzare il suo elettorato».

Un elettorato, sottolinea il presidente del consiglio regionale, «che fa fatica a capire la linea del partito e spesso si rifugia nell’astensione».
Fermi definisce questi cittadini «liberali, moderati» e li situa al centro di uno scenario di cui Forza Italia non «sa più cogliere l’essenza».

Paolo Romani, storico collaboratore di Silvio Berlusconi e oggi senatore del gruppo misto, ha detto ieri in un’intervista: «Forza Italia dimezza i voti a ogni elezione. Ed è ormai un segmento, che vale il 5%». Auspicando la creazione di un «nuovo centro». Una prospettiva che convince Fermi soltanto in parte. «Un simile “contenitore” nell’ottica del centrodestra serve, sarebbe utile perché porterebbe nella politica italiana una “visione” diversa rispetto a posizioni più radicali). L’attuale composizione politica del centrodestra è monca, in questa fase, di una componente moderata. Ma la Lega potrebbe allargare il suo campo d’azione». Non necessariamente, quindi, serve un nuovo partito. «Con il proporzionale un partito di centro potrebbe essere utile e determinante – dice ancora Fermi – ma non è il mio modello. Capisco che potrebbe fare gola a qualcuno». E allora, che fare? «Un anno fa avevo auspicato in maniera forte un tentativo di rilancio di Forza Italia attraverso un sistema dal basso, magari con le primarie. Ma non è cambiato nulla. Il dato elettorale di questa tornata non ha stupito nessuno. Non abbiamo cambiato la rotta e il rammarico è doppio. Quadri e classe dirigente sul territorio sono forti ma la china sembra inarrestabile».
Stasera “Nessun Dorma”
Di politica, dopo l’election day di domenica e lunedì si parla stasera a Nessun Dorma, il talk show di Etv in onda a partire dalle 21.20. L’esito del referendum e la vittoria netta del sì e i risultati in Regioni e Comuni saranno al centro del dibattito cui partecipano, tra gli altri, i deputati Emanuele Fiano (Pd), Giovanni Currò (Movimento 5 Stelle) e Mauro del Barba (Italia viva). Conduce come sempre Andrea Bambace.

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