Finale scudetto, Briantea obbligata al successo

Santo Stefano Avis

Obbligati a vincere. Domani più che mai. Alle 12 a Meda l’UnipolSai Briantea84 è attesa della seconda sfida di finale scudetto contro i marchigiani del S. Stefano Avis. In palio il titolo tricolore di basket in carrozzina 2021.
La formazione di Macerata ha vinto il match d’andata e si gioca al meglio dei tre impegni. Con una una nuova affermazione il S. Stefano festeggerebbe la conquista del campionato, altrimenti si andrebbe alla “bella”. Ovviamente è questo l’obiettivo dei canturini che peraltro nella partita che ha aperto la serie hanno letteralmente gettato al vento con una serie di errori un successo che ad un certo punto pareva essere consolidato. Merito anche dei marchigiani, che non si sono arresi e hanno lottato fino all’ultimo.
Comunque vada a finire, a Como si festeggerà, perché con il S. Stefano milita un atleta di casa nostra, l’anzanese 27enne Davide Schiera – nella foto con il numero 6 – che così presenta l’impegno di domani. «Abbiamo la possibilità di chiudere la serie; ma arriviamo con la consapevolezza che questo non sarà per niente facile. La Briantea ha il fattore campo a suo favore, sarà una battaglia ma siamo fiduciosi dei nostri mezzi».
«Nella prima partita abbiamo peccato un po’ di ingenuità – commenta coach Daniele Riva, tecnico della Briantea – più mia che dei ragazzi. In questa settimana siamo riusciti a rivedere i nostri errori per correggere le sbavature che ci sono state. Abbiamo lavorato su quello che non siamo riusciti a mettere in campo: siamo pronti e sereni per tornare sul parquet con più attenzione».
«Questo tipo di partita si prepara al meglio – afferma il giocatore canturino Giulio Maria Papi – Non che nella prima gara non fossimo pronti, ma ora abbiamo potuto rivedere i nostri errori, i loro punti di forza e cosa c’era da cambiare. Vogliamo portare la serie in parità, per farlo dobbiamo continuare a lavorare. In questi giorni abbiamo messo ancora più energia negli allenamenti, siamo consapevoli su cosa dovremo fare sabato quando arriverà il momento decisivo». L’atleta della UnipolSai si sofferma sulla mancanza dei tifosi. «Non nascondo che un palazzetto pieno come il nostro avrebbe dato quel qualcosa in più, ma dal momento della palla a due ti senti libero, pronto e nel tuo habitat per poter dare comunque il massimo. Il pubblico ci è mancato in tutta questa stagione, sentiamo comunque la loro vicinanza ad ogni partita e chiedo loro di continuare così, anche da lontano avremo sempre bisogno del loro sostegno».

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