Finalmente ecco un inno alla flessibilità

La riflessione
di Mario Guidotti

“Benedette le crisi, che fanno cambiare le cose ed andare avanti. È dalle crisi che nascono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie” Così scriveva Einstein nel 1955. Senza però scomodare menti geniali, ci piace notare che anche Como nel suo piccolo sta dando risposte concrete alla congiuntura che sta attanagliando tutto il Paese.
I negozi di via Milano, con ottimo piglio, hanno deciso l’apertura continuata il giovedì. Non è una decisione che occuperà molte pagine sui testi

di Storia, ma è pur sempre una pietra miliare e un germoglio di ripresa per la città, soprattutto se pensiamo alle difficoltà viste in passato nello stesso campo.
Senza entrare nel merito, si vedono in questa iniziativa risvolti che fanno pensare veramente a un cambiamento, alla sensazione che la crisi abbia finalmente scrostato e spazzato via una serie di orpelli vetero-corporativi e paleo-sindacalistici.
La notizia è che si può tenere aperto un negozio anche in orari un tempo cosiddetti “proibiti”. E finalmente. Con tutto il rispetto per le esigenze dei lavoratori, ci si preoccupa mai di andare incontro a quelle dei consumatori? Avete mai assaggiato la flessibilità dei negozi negli Stati Uniti? Se a tarda sera vi accorgete di aver finito il dentifricio, scendete al primo “Seven Eleven” (minimarket diffusissimi quasi in ogni quartiere aperti h24) e lo comprate, a qualsiasi ora. Di più: se a metà notte vi viene il mal di denti e non avete l’aspirina, non dovete cercare la farmacia di turno che nelle migliori delle ipotesi è a 5 chilometri di distanza (per cui dovete anche prendere l’auto parcheggiata chissà dove), ma la trovate nel medesimo minimarket.
Ci piacerebbe poi esagerare e dire che anche le biblioteche sono aperte h24 e tanti altri esercizi commerciali, ma ci fermiamo per non apparire lagnosi. Infatti oggi celebriamo un evento dal sapore fortemente liberale. E bravi i negozianti di via Milano, perché finalmente ci mostrano che non di sola protesta vive il commerciante (in crisi), ma che è capace di dare una risposta propositiva e proattiva alle difficoltà congiunturali. L’invito ora è a tutta la cittadinanza a sostenere non solo a parole il gesto: andate quindi e date soddisfazione a quelli che di fronte alla crisi non si sono chiusi ma anzi hanno aperto maggiormente le proprie serrande, rifiutando mugugni e piagnistei. Tutte le rinascite nella storia sono nate dal basso, cioè dalla gente, e il lavoro, che tanto manca in questo momento storico, è generato dalle capacità imprenditoriali del popolo, e non può essere calato dall’alto da chi ci governa. Anche se, a dirla tutta, essere liberati di lacci e lacciuoli soffocanti sarebbe la più formidabile delle vitamine per la ripresa. Insomma, lasciate liberi quelli che hanno voglia di fare, e vedrete che il benessere tornerà.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.