Finto finanziere chiede soldi per “sistemare” irregolarità: arrestato

Si spaccia per militare, ma viene fermato dai veri colleghi. Deve rispondere di estorsione
«Buongiorno collega». Al saluto cordiale degli uomini della compagnia di Como della guardia di finanza, giunti per arrestarlo in flagranza di reato, l’uomo ha iniziato ad andare in confusione, fingendo di stare male.
In precedenza, però, aveva millantato di essere un finanziere, chiedendo soldi ad una pizzeria di Bregnano, l’“Oasi”, dietro il ricatto di «sistemare» la questione di presunte carenze di documentazione per l’esercizio dell’attività che avevano portato la pizzeria ad essere iscritta (cosa del tutto infondata) in una presunta black list in mano alle fiamme gialle. Nei guai con l’accusa di estorsione – fascicolo aperto dal sostituto procuratore di Como Massimo Astori – è finito un 55enne di Cantù, Mario Visconti (che si faceva chiamare Redaelli), ex dipendente ormai in pensione della Provincia di Como.
Le indagini sono ancora all’inizio: le fiamme gialle stanno infatti cercando di appurare se lo stesso ricatto fosse stato usato in precedenza anche nei confronti di altre attività.
La vicenda è venuta allo scoperto grazie alla titolare della pizzeria di Bregnano che, dopo un iniziale e comprensibile smarrimento, non si è fatta intimidire dalle richieste di quell’uomo che si era presentato alla porta fingendosi un finanziere.
«Signora, il suo locale è finito nella black list della finanza perché non ha tutti i documenti necessari per l’attività», avrebbe detto al primo incontro. «In cambio di 100 euro, tuttavia, posso sistemare io le cose». La vittima, in un primo momento, ha aperto il cassetto consegnando quanto aveva, ovvero 60 euro. In un secondo momento, però, ha trovato la forza di impugnare il telefono e chiamare il 117, il numero di pubblica utilità della guardia di finanza.
Il trucchetto del finto finanziere è stato immediatamente scoperto, dando il via alle indagini.
Gli uomini delle fiamme gialle, con l’ausilio di tecnici incaricati dalla Procura di Como, hanno così installato una serie di telecamere per riprendere il passaggio della seconda parte dei soldi richiesti, i 40 euro rimanenti, mentre tra l’altro nel locale erano presenti anche militari (veri) travestiti da pizzaioli. Al passaggio del contante, gli uomini delle fiamme gialle sono usciti allo scoperto: «Buongiorno collega». Al 55enne, che aveva inscenato anche un finto controllo della documentazione contabile, non è rimasto altro da fare che consegnarsi nelle mani dei finanzieri che l’hanno arrestato.
L’uomo è ora chiamato a rispondere dell’accusa di estorsione e le indagini sono ancora in corso per risalire ad eventuali tentativi simili compiuti in altri locali della provincia.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Il fascicolo è aperto sul tavolo del sostituto procuratore di Como, Massimo Astori

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