Fondo diocesano di solidarietà, in un anno aiutate 450 famiglie

Don Renato Lanzetti

In un anno sono state aiutate circa 450 famiglie in condizioni di povertà a causa del Covid-19, grazie a un lavoro di sinergia, rete e sostegno che ha permesso di raccogliere 645mila euro. È il bilancio del “Fondo diocesano di solidarietà famiglia lavoro 2020”, dedicato alla memoria di don Renato Lanzetti e di tutte le vittime del coronavirus. È un’iniziativa voluta dal vescovo di Como, Oscar Cantoni.
Nei primi mesi dell’emergenza sanitaria il Fondo ha permesso di concedere un sostegno alle famiglie in difficoltà, accompagnandole anche nel percorso di ricerca di un lavoro stabile e dignitoso. Se – come si spera – la tempesta sanitaria sta passando, quella sociale ed economica è appena iniziata. Quando la mareggiata si ritira, si contano i danni e bisogna intervenire con forze ancora più strutturate.

Per affrontare un quadro così complesso il Fondo diocesano ha scelto la via delle alleanze. E così, all’iniziativa hanno preso parte anche Confindustria Como, la Fondazione Comasca, tramite il Fondo povertà, ma anche i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil di Como.
«L’obiettivo – spiega Paolo Bustaffa, membro del Comitato garanti del Fondo diocesano di solidarietà – è trovare, insieme, soluzioni concrete come segno di una solidarietà che non è mai slegata dal valore della giustizia. Non esiste solidarietà senza giustizia. E su questo percorso, il Fondo sta camminando».
«Da Confindustria Como – dice don Gianpaolo Romano, presidente del Comitato garanti del Fondo – è arrivato un segno concreto di cui essere grati perché aggiunge 20mila euro alle risorse che hanno consentito e consentiranno di rispondere alle numerose domande di aiuto. Anche con Confindustria è importante e utile approfondire il confronto sulla crisi economica e sul lavoro nel nostro territorio».

A sua volta, il presidente degli industriali comaschi, Aram Manoukian, afferma: «Il tema della coesione sociale, già di per sé importante, assume un ruolo ancor più determinante alla luce di questa pandemia. Ciò che è accaduto in questo anno e mezzo, certamente imprevedibile, mi riporta al principio del mio mandato, quando, nel 2019, ci siamo interrogati come imprenditori su cosa fare per garantire continuità alle imprese e, conseguentemente, benessere sociale. In quello che abbiamo chiamato “programma della collaborazione” hanno preso forma parole chiave quali visione, anima, fiducia e speranza. Parole che sono, a distanza di due anni, quanto mai attuali».

Il presidente del Comitato dei garanti del Fondo diocesano, don Gianpaolo Romano, giudica «responsabile e incoraggiante» la risposta ricevuta dalle comunità parrocchiali e dalle associazioni, da enti locali ed espressioni della società civile.
«In questo contesto – aggiunge don Romano – la Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, tramite il proprio Fondo povertà, ha elargito un primo contributo di 30mila euro. A questo gesto si affianca, nel rispetto della diversità dei ruoli, un percorso condiviso di analisi, confronto e impegno nella lotta alla povertà sul nostro territorio, dentro e oltre il tempo dell’emergenza».
«La Fondazione Provinciale – sottolinea il presidente Martino Verga – è impegnata nel contrastare le tante forme di povertà che purtroppo sono presenti anche nella nostra comunità a causa della pandemia. Per questo auspichiamo che, come accaduto durante l’emergenza sanitaria, in tanti si vogliano unire alla nostra Fondazione, facendo convogliare le proprie donazioni nel Fondo povertà al fine di rendere gli interventi più efficaci».
Come detto, anche Cgil, Cisl e Uil di Como hanno deciso di sostenere il Fondo di solidarietà famiglia lavoro 2020. «Attraverso questo strumento – spiegano i sindacati confederali – si vuole assicurare un sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori precari, stagionali, alle persone prive di una professionalità spendibile, non contrattualizzate, con una storia di immigrazione o di fragilità personale. Un aiuto a chi aveva un lavoretto e l’ha perso, a chi accudiva un anziano e ora non può più continuare. Uomini e donne che nel momento della difficoltà sono stati espulsi dai processi produttivi e costretti alla marginalità, mettendo a nudo meccanismi di protezione sociale del tutto insufficienti».

Il primo segno tangibile di vicinanza è spesso affidato al sostegno alimentare, al pagamento di qualche bolletta arretrata, alla ricerca di una nuova e immediata collocazione lavorativa, spesso non definitiva. Sono risposte possibili anche grazie alle risorse del Fondo, ultimo strumento da utilizzare per permettere alle persone, alle loro famiglie, di sopravvivere e soprattutto di ritrovare un percorso di serenità e di dignità.
«La comprensione dell’importanza di avere sul territorio forme di condivisione delle problematiche sociali, che si aggiungono a quelle gestite nei luoghi di lavoro e nel territorio attraverso l’azione contrattuale, politica e assistenziale, ha portato alla collaborazione con le organizzazioni che hanno promosso il Fondo: la Pastorale del Lavoro, la Caritas, la Compagnia delle Opere, le Acli e la Consulta delle Aggregazioni Laicali», sottolineano i sindacati.
A questo proposito Cgil, Cisl e Uil contribuiranno nel diffondere, tra i loro contatti, l’importanza di sostegno al Fondo, anche attraverso lo strumento “Dona ora” che consente piccole donazioni in pochi minuti tramite PayPal (si veda scheda a sinistra). La rete del Fondo sarà d’altra parte connessa con i servizi delle confederazioni sindacali per aiutare le persone in particolare difficoltà che si presenteranno ai loro sportelli.

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