Fontana: «Il 27 dicembre le prime dosi di vaccino. Alle superiori studenti in classe al 50% da gennaio»

Attilio Fontana

«Finalmente passiamo dalla difesa all’attacco». Così scriveva, domenica scorsa su Facebook, il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana. E ieri, nella consueta conferenza di fine anno, il governatore ha dato un annuncio importante sul fronte della lotta al virus. «La mattina del 27 dicembre arriveranno 1.620 dosi di vaccino anti-Covid all’ospedale Niguarda. Da qui verranno distribuite nelle altre 11 province lombarde, dove verranno somministrate ai primi cittadini appartenenti al mondo della sanità e alle altre categorie individuate», queste le sue parole. «Nei primi giorni del 2021 – ha proseguito – arriverà poi la fornitura per consentire la vaccinazione graduale di tutti i cittadini, che ovviamene richiederà del tempo». Indicazioni sono poi arrivate anche sul piano vaccinale. «Tutto è già stato predisposto nei dettagli – ha spiegato il governatore – Sono inoltre stati già individuati 65 punti di stoccaggio. Le modalità di somministrazione ovviamente varieranno a seconda del tipo di vaccino a disposizione. Potrà comunque anche essere somministrato negli ospedali». Inevitabile, viste le ultime allarmanti notizie sulla comparsa di una nuova variante del virus, l’intervento del presidente, che ha rassicurato. «La nuova variante del Covid – ha sottolineato Fontana – secondo gli esperti non dovrebbe incidere sulla gravità della malattia e neanche sulla possibilità di utilizzare il vaccino attualmente in fase di distribuzione. Ci siamo subito attrezzati in Lombardia, dove per ora non abbiamo rinvenuto alcun caso di virus modificato. Siamo comunque pronti a rispondere a ogni emergenza che si dovesse verificare. I cittadini rientrati da Londra sono stati tutti monitorati o sono in fase di controllo», ha poi spiegato il presidente lombardo Fontana.
Sul tavolo, durante l’incontro di ieri mattina, anche numerosi altri temi in vista di una probabile ripartenza, da gennaio, sia delle scuole che delle attività economiche. Innanzitutto il ritorno in classe degli studenti delle superiori ha spinto il governatore a puntualizzare come «sia stata inviata una lettera al Governo già lo scorso 6 maggio in cui chiedevamo lo scaglionamento delle lezioni in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, a settembre. Restiamo convinti sia la migliore impostazione – spiega Fontana – La nostra proposta è la presenza in classe degli studenti al 50%, per un nuovo inizio graduale. Chiediamo al Governo anche di pensare a dilazioni orarie per la ripresa delle attività lavorative. Anche in questo caso siamo convinti sia la strada giusta per evitare assembramenti nelle ore di punta sui mezzi pubblici».
Su questo tema è stato poi precisato come, in base alle stime effettuate, si renderà necessario un trasferimento di risorse dallo Stato per integrare con 130 milioni l’aumento dei trasporti pubblici e coprire il periodo da gennaio al termine dell’anno scolastico e per agevolare gli spostamenti dei lavoratori che non usano mezzi privati per raggiungere i luoghi di lavoro. Un ultimo passaggio è infine stato dedicato dal presidente della Regione alle fughe dalla Lombardia che si sono verificate nell’ultimo fine settimana. «Un rischio prevedibile che avevamo già vissuto nella notte tra il 7 e l’8 marzo. Se non ci fosse stato questo blocco – ha concluso Fontana – ci sarebbe stata una partenza più dilazionata che avrebbe evitato assembramenti». Cresce ora l’attesa per la somministrazione del vaccino e per la copertura, graduale, di tutta popolazione così da poter ricominciare a guardare avanti.

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