Forte rischio di slavine sulle montagne del Comasco: i comuni chiudono i sentieri

Monte Palanzone

Montagne “blindate” nel territorio lariano per il pericolo di slavine, che potrebbero trasformare una apparentemente tranquilla passeggiata sulla neve in una tragedia.
Per scongiurare questa eventualità, i comuni del territorio che ospitano una serie di vette, oggetto di escursioni, hanno emesso ordinanze che vietano il passaggio.
Purtroppo – viene segnalato – capita che, malgrado gli avvertimenti, le persone decidano lo stesso di incamminarsi su sentieri a rischio. Cosa che andrebbe evitata: le nevicate in questo inverno sono state copiose e proprio in questi giorni sono state segnalate una serie di slavine, tra Valle Intelvi e Triangolo Lariano. Per fortuna non hanno fatto danni alle persone, visto che in zona non c’erano gitanti. Il primo consiglio, dunque, è quello di evitare di avventurarsi per sentieri montani. Poi, se proprio si vuole andare a tutti i costi, è di preferire vie non esposte e di tenere gli occhi ben aperti in ogni momento, perché il pericolo è dietro l’angolo.
A proposito di neve, in queste ore sui rilievi della provincia è attesa una perturbazione che porterà nuovi fiocchi, che potrebbero arrivare anche in località collinari, fino a 3-400 metri, con Olgiatese e Brianza compresi; poi con il passare delle ore, la quota dovrebbe progressivamente alzarsi.
Una situazione generale che, come detto, ha portato a una serie di divieti, alcuni sollecitati dai gestori dei rifugi del territorio, i primi ad avere il polso della situazione.
Tra i tratti più sconsigliati, ad esempio, c’è quello sul Monte Palanzone, che va dal Rifugio Riella al Cippo Marelli. La parete a fianco è infatti molto ripida e il passaggio è realmente pericoloso.
«Ci siamo rivolti al Comune di Faggeto chiedendo di emettere una ordinanza di chiusura di quel tratto» spiegano i gestori del Riella. E infatti ora c’è un nastro che chiude il sentiero. Del resto il Palanzone è apprezzabile per passeggiate ed escursioni per i panorami che offre su tutto il percorso e la sua vetta con la caratteristica piramide; è un luogo che si presta anche fotograficamente a essere una meta appetibile. Ma per le sue pendenze in determinate condizioni – come in questi giorni – è un posto che è meglio evitare.
Chiusure di tracciati sul Bolettone e sul Monte San Primo sono state dettate dai rispettivi comuni, Albavilla e Magreglio.
Dalla Valle Intelvi arriva la segnalazione di una slavina sul tratto del Sasso Gordona che porta al Rifugio Prabello. «Quella zona ora è assolutamente sconsigliata – spiega il gestore Gianni Abate – La neve questo inverno è caduta copiosa, molto più che negli altri anni, e serve la massima attenzione, in questa zona, come su tutti i rilievi». Il rifugio, ad esempio, può essere raggiunto dal Passo Bonello, strada in mezzo ai boschi e larga. Ma la via diretta, quella dove si è verificata la slavina, è assolutamente da evitare.

La slavina sul Sasso Gordona (foto Rifugio Prabello)

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