Forza Italia non decide sul futuro in giunta

Palazzo Cernezzi

Salta la riunione che Forza Italia aveva convocato per lunedì sera con l’obiettivo di discutere il futuro della giunta di Como. Ma rimangono in piedi, e forse in qualche modo si fanno più forti, le riserve che gruppo, assessori e dirigenti azzurri hanno sul destino della maggioranza di centrodestra a Palazzo Cernezzi. Se si potesse applicare alla vicenda una delle categorie sociologiche più citate da qualche anno a questa parte, si direbbe che la situazione è liquida. Sicuramente difficile da interpretare, dato che gli stessi protagonisti non sanno come descriverla.

Il capodelegazione in giunta, Pierangelo Gervasoni, rimanda al capogruppo per ogni commento. E il capogruppo in consiglio comunale, Enrico Cenetiempo, dice e non dice, perché si rende conto che ogni parola male interpretata potrebbe portare a una crisi.
«Una cosa posso affermarla – sbotta al termine di una lunga telefonata – il sindaco deve riconoscere la dignità della politica. E dignità significa interpellare le persone».
La critica è quindi sempre la stessa: mancanza di dialogo. Ciò che aveva portato alla prima uscita di Forza Italia dall’esecutivo. Oggi come allora gli azzurri sembrano imputare a Mario Landriscina l’incapacità di tenere assieme i pezzi.
«Il clima non è idilliaco – ammette Cenetiempo – per questo dico: sediamoci a un tavolo e discutiamo, fino a trovare un punto di mediazione».
Com’è noto, i due assessori forzisti – Gervasoni e Livia Cioffi – nominati all’inizio di luglio dopo la ricomposizione del centrodestra, hanno disertato l’ultima riunione di giunta, martedì scorso, per non dover votare contro la delibera di riassetto organizzativo proposta da Elena Negretti. I punti di contrasto tra i forzisti e il resto della maggioranza, però, riguardano anche altre questioni: l’appalto per l’illuminazione pubblica, per esempio, o le modalità della gara per il teleriscaldamento. O, ancora, la nomina del capo di gabinetto del sindaco.
Sin qui è sembrato che i dubbi di Forza Italia non siano serviti a far cambiare idea, e nemmeno a innescare una riflessione. Anche per questo Cenetiempo invoca più «dialogo», facendo tuttavia capire che in assenza di scelte condivise ognuno andrebbe per la sua strada.
«Sono in consiglio dal 1998 – dice il capogruppo forzista – in passato i sindaci hanno sempre convocato, periodicamente, riunioni con i capigruppo per impostare i lavori del consiglio. Si tratta di un passaggio fondamentale che ora non c’è più. In due mesi il sindaco non mi ha mai chiamato. Noi abbiamo 5 voti, e non si può pensare di andare in consiglio sempre con un piede dentro e uno fuori. Se non c’è condivisione sulle scelte, non possiamo votarle. In questo senso dicevo prima che si deve riconoscere la dignità della politica, ovvero interpellare le persone chiamate a sostenere le decisioni»,
Cenetiempo non può dirlo in modo esplicito, ma quando è stato deciso il ritorno in giunta, la componente maggioritaria del gruppo non era d’accordo. Ogni scossone, ogni contrasto potrebbe far affiorare il desiderio di mollare il colpo e di lasciare il centrodestra di Como in balìa del suo destino.
E per capire quanto sia vera questa affermazione basta vedere che cosa è successo ieri in commissione II Territorio e Ambiente, dove si è discussa la proposta di acquisizione degli impianti di illuminazione pubblica sin qui gestiti da Enel Sole.
Ancora una volta, Forza Italia non ha votato con la maggioranza. Il presidente della commissione, Luca Biondi, si è infatti astenuto (e, con lui, il consigliere del Pd Gabriele Guarisco) sulla delibera – già approvata in giunta e ora al vaglio del consiglio – che prevede di aderire al “Bando Luce 4” di Consip (3,1 milioni di euro di spesa previsti per i prossimi nove anni).
Gli azzurri propongono invece di procedere attraverso un project financing funzionale a un progetto di smart city. «La città di Alessandro Volta non può limitarsi a sistemare i pali che non funzionano – dice Biondi – dobbiamo andare oltre, pensare a un’illuminazione creativa e di alto livello e sfruttare l’occasione per investire in tecnologie avanzate. In altre città simili alla nostra, penso a Empoli o Arezzo, è stato fatto, e in tempi molto brevi». Nemmeno su questo, però, il centrodestra ha pensato di fermarsi a discutere. I commissari di Lega (Andrea Valeri), Fratelli d’Italia (Alessandra Bartulli) e Lista civica per Landriscina (Sabrina Del Prete) hanno tirato dritto, trovando peraltro l’appoggio del consigliere della Lista Rapinese (Paolo Martinelli). E Forza Italia, ancora una volta, è rimasta dall’altra parte.

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