Franco Fontana, colore e anima

Una foto di Franco Fontana

I paesaggi della Basilicata e della Puglia sono sinusoidi di campi dorati, sono strade disegnate dalla luce dentro tappeti d’erba, sono sezioni orizzontali di verde brillante, arancione, terra bruciata. Piani e linee curve interrotte solo dal blu intenso di un cielo terso, da un alberello che svetta solitario. Queste immagini di Franco Fontana, visibili al Broletto di Como per la mostra “Il colore e la geometria dell’anima”, più che fotografie paiono quadri a olio, anche quando il soggetto è un intreccio di linee segnaletiche che si stagliano sull’asfalto di Torino o di una città del Texas. O quando a essere fotografati sono paesaggi industrali e urbani: spaccati di Los Angeles con volumi netti di edifici dai colori vividi con, ancora sullo sfondo, un cielo che urla l’azzurro. Nessuna presenza umana in una ricerca estetica puntatata sul colore e i volumi che siano naturali o artificiali. Un appagamento estetico, a volte fine a stesso, che però racchiude una sapienza stilistica che fa dell’astrazione il suo punto di forza.
Fotografo conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, Franco Fontana arriva a Como per la prima volta con “l’entusiasmo e la gioia di un giovane artista”. Fra le tante opere, sono state scelte le più rappresentative di una vita dedicata alla fotografia e alla ricerca. Nato a Modena nel 1933, Fontana comincia a fotografare nel 1961. La sua prima mostra personale è del 1968. Ha pubblicato centinaia di libri in edizioni italiane, giapponesi, francesi, tedesche, svizzere, americane e spagnole. Ha esposto in tutto il mondo in Gallerie e Musei.
In mostra al Broletto anche alcuni scatti realizzati per un Concorso degli studenti di corsi di fotografia e di arte del Setificio Carcano.

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