Fratelli d’Italia contro l’assessore Negretti: «Como è il Bronx»

Matteo Ferretti

Poteva essere una seduta commemorativa, una di quelle serate in cui il consiglio comunale mette da parte i toni polemici, vista anche la drammaticità dei fatti da ricordare.
E invece, è stata ancora una volta guerra di parole. Tutta interna alla maggioranza di centrodestra. A innescare la miccia è stato questa volta il capogruppo di Fratelli d’Italia, Matteo Ferretti. Obiettivo: l’assessore alla Sicurezza Elena Negretti.
Commentando l’omicidio di don Roberto Malgesini, Ferretti ha detto: «Questo grave episodio rappresenta una sconfitta per la città e ci deve far riflettere su temi più volte dibattuti in questa aula: gravi marginalità, sicurezza e controllo del territorio».

Una premessa tutto sommato soft, che però era soltanto il preludio a una cascata di critiche, alcune delle quali molto dure.
Rivolgendosi direttamente all’assessore Negretti, infatti, il capogruppo di Fratelli d’Italia ha detto: «Invece di perdere tempo a darmi dell’ipocrita per aver proposto l’Abbondino d’Oro alla memoria di don Roberto e a giudicare il mio pensiero che può essere più o meno condivisibile, senza capire peraltro che l’unica ipocrisia è associarmi a chi ha avuto la brillante idea di multare chi portava la colazione ai senza fissa dimora (il riferimento è a quanto accaduto due anni fa dopo un “blitz” della polizia locale a San Francesco, ndr), lei dovrebbe concentrarsi sul tema della sicurezza che manca nella nostra città». L’elenco dei problemi snocciolato da Ferretti è stato impietoso: dai portici di San Francesco, all’ex scalo merci, ai giardini di viale Varese.

«Che cosa sta diventando la nostra città? – si è chiesto il consigliere comunale della maggioranza – proprio ieri la tv nazionale ha dipinto Como quasi fosse il Bronx. È il caso quindi di lasciare stare le sterili polemiche e di trovare soluzioni reali al degrado. Bisogna agire in maniera concreta, abbiamo gli strumenti per farlo e dobbiamo utilizzarli per affrontare le questioni irrisolte da troppo tempo».
Una reprimenda che ha dato modo alle opposizioni, ancora una volta, di sottolineare lo stato di salute malconcio della maggioranza. «Le parole di Ferretti evidenziano alcune cose – commenta Stefano Fanetti, capogruppo del Pd – La prima, il fallimento delle politiche messe in atto dal Comune sul fronte della sicurezza, a partire dal nuovo regolamento di polizia urbana; la seconda, la sostanziale disomogeneità della maggioranza, che non trova mai punti d’intesa sulle questioni più importanti; la terza, l’inadeguatezza dell’assessore Negretti, purtroppo emersa già più volte; la quarta, l’urgenza di affrontare in modo organico e strutturale il disagio in città con politiche serie e investimenti adeguati».

Bruno Magatti, consigliere di Civitas, parla di «stress test cui viene sottoposto il sindaco per interposta persona. Ferretti non intende sprofondare nel fallimento, ormai certificato, sui due fronti della buona amministrazione e della sicurezza. E quindi anticipa l’avviso di sfratto che potrebbe concretizzarsi in seguito. Le posizioni di Fratelli d’Italia e Lega sulla gestione della situazione a San Francesco sono inconciliabili e il sindaco non pare avere né autonomia né autorevolezza. I nodi, dunque, sono arrivati al pettine».
Secondo Vittorio Nessi, capogruppo di Svolta Civica, «il centrodestra porta una questione complessa sul terreno della polemica, laddove occorrerebbero, invece, riflessione, serietà e umanità nell’accostarsi a un tema sensibile, sia per la delicatezza dell’argomento sia per il dispiegarsi della stessa azione amministrativa».
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Fabio Aleotti, ricordando don Malgesini ha esortato di nuovo la giunta a trovare subito una soluzione per i senzatetto.
«Il Comune ha il dovere di attivarsi, e non solo per allestire un dormitorio per chi non ha una casa. È stata chiusa la struttura di via Conciliazione, smantellato il centro di via Regina. Ora è arrivato il momento di agire affinché si possa far fronte alle attuali esigenze».

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