Frontalieri, aiuti a chi ha perso il lavoro per il Covid

Svizzera, dogana

Sei milioni di euro per i frontalieri che dovessero rimanere senza lavoro a causa del Coronavirus.
La commissione Bilancio della Camera dei Deputati, impegnata in questi giorni nella discussione della legge di conversione del decreto “Rilancio” ha approvato ieri un emendamento della maggioranza giallorossa con cui si stanziano appunto 6 milioni di euro in un fondo destinato esclusivamente ai lavoratori frontalieri. Com’è ormai abitudine, la dimensione mediatica del provvedimento ha subito preso il sopravvento. E, in modo davvero curioso, questa volta si sono intestati il successo sia i promotori dell’emendamento, sia gli oppositori. Un segnale chiaro di quanto pesino, negli assetti politici del territorio, i voti dei frontalieri, che negli anni sono diventati sempre più numerosi.
«L’approvazione in commissione Bilancio del nostro emendamento che riconosce un contributo da 6 milioni di euro in favore dei lavoratori frontalieri è una buona notizia – dice Chiara Braga, deputata del Partito Democratico – Parliamo di una categoria che molto più di altre ha pagato il prezzo del lockdown provocato dalla pandemia di Covid-19. Grazie a questo emendamento, coloro che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro dal 23 febbraio 2020 potranno beneficiare di un ristoro economico. Il decreto Rilancio, anche grazie al contributo dei lavori parlamentari, sta sempre più rispondendo positivamente alle aspettative del Paese», ha concluso Braga.
Nicola Molteni ed Eugenio Zoffili, deputati comaschi della Lega, parlano invece espressamente di una «vittoria» del loro partito, giunta dopo una «lunga battaglia durata mesi. Il governo ci ha ascoltato e ha approvato un emendamento che riconosce un contributo di 6 milioni a favore dei lavoratori frontalieri, i quali fino a oggi erano stati esclusi da qualsiasi forma di sostegno al reddito per la crisi Covid. Anche per questi lavoratori, che ogni giorno affrontano innumerevoli difficoltà per recarsi a lavoro oltreconfine, è arrivato finalmente un segnale importante. 
«Il governo – ha ribattuto in serata Chiara Braga – ha accolto la nostra proposta giunta ben prima di quella della Lega che, in questi mesi ha fatto, come sempre, solo polemica. È patetico il desiderio di alcuni colleghi di fare i primi della classe, non fa loro alcun onore e oscura il risultato ottenuto a favore dei lavoratori frontalieri».

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