Frontalieri “benedetti”. Ma non dalla Lega: il partito anti-italiano giudica «farlocchi» i dati ufficiali

Dogana confine Italia Svizzera

Alla fine tutti quei peana sui frontalieri «benedizione» per la Svizzera e quei dati positivi sull’occupazione hanno risvegliato l’orgoglio anti-italiano della Lega dei Ticinesi. Il partito di Gobbi, Quadri e dei Bignasca, non potendo negare le parole dette dal presidente dell’Usi (Unione svizzera degli Imprenditori), Valentin Vogt, ha pensato – ieri in una nota – di confutare direttamente i dati della Segreteria di Stato dell’Economia.
«È l’ennesimo rapporto farlocco con cui la Seco tenta di nuovo di negare l’evidenza – scrive la Lega dei Ticinesi, ripresa da Ticinonews.ch – La Seco si ostina a raccontare che l’invasione di frontalieri non provocherebbe né la sostituzione dei lavoratori ticinesi, né il dumping salariale».
È un po’ insomma come se un partito italiano bollasse come fasulli i dati dell’Istat. La situazione reale secondo la Lega – anche se non fornisce dati precisi – sarebbe ben diversa.
«Le cifre della disoccupazione (quelle vere) e i numeri dell’assistenza dicono invece esattamente il contrario – si legge ancora nella nota – A smentire le storielle della Seco anche la forchetta dei salari tra il Nord e il Sud delle Alpi, che si allarga sempre più. La Lega dei Ticinesi non intende accettare queste continue mistificazioni della realtà ticinese, che oltre a insultare l’intelligenza offendono tutti i cittadini rimasti senza lavoro a causa della devastante libera circolazione delle persone».
La Seco insomma vorrebbe solo fare un «lavaggio del cervello» agli svizzeri in attesa del voto di autunno. Meglio chiudere questo istituto, secondo la Lega, che pare costare «100 milioni di franchi all’anno». Infine viene chiesto «di disdire quanto prima la libera circolazione delle persone e di diminuire in modo importante il numero dei frontalieri, specialmente nel settore terziario» perché «non esistono altre vie di salvezza per il mercato del lavoro ticinese e quindi per il futuro del nostro Cantone».

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