Frontalieri, la terza corsia tra Mendrisio e Lugano potrebbe non servire con il carpooling

Autostrada Svizzera

Oltre 6mila firme contro la terza corsia dell’autostrada dei frontalieri, nel tratto tra Mendrisio e Lugano. Un progetto (PoLuMe) da 1,8 miliardi di franchi, svincoli, tunnel, interramenti, termine lavori nel 2040. Tra le questioni sollevate dai “No terza corsia”, anche la scarsa qualità del traffico privato, con un’occupazione delle auto dei pendolari pari a circa 1,05 persone per veicolo. Ma non solo: il ricorso anche nel futuro allo smartworking, sperimentato obbligatoriamente in Svizzera durante la pandemia, e forme diverse di mobilità potrebbero risolvere da soli molti problemi di traffico. Si citano inoltre il potenziamento del trasporto pubblico, in particolare i treni grazie all’AlpTransit, e l’attivazione di forme di carpooling.

«Prendiamo Milano ad esempio – spiega Mirko Baruffini, ingegnere, country general manager per la Svizzera di BePooler, uno dei sistemi di carpooling attivi sul territorio, e in passato vicesindaco di Uggiate Trevano, consigliere e vicepresidente della Provincia di Como – Ora le scuole sono chiuse, chi percorre le strade delle metropoli ha la sensazione di un calo drastico del traffico, è tutto più fluido. Sarà calato dell’80% il traffico secondo voi? Dai dati del settore mobilità di Palazzo Marino, il calo è solo del 16%, ma questo basta per fare vivere meglio la città. Lo scopo del carpooling è proprio questo».
La condivisione dell’auto viene poi integrata con il trasporto pubblico. «La nostra società propone un maggiore uso del treno – dice ancora Baruffini – Sembrerebbe un controsenso, ma abbiamo investito in parcheggi di interscambio a Chiasso, Stabio e Balerna. Le auto si fermano a ridosso delle stazioni. Con l’1% degli investimenti per creare la terza corsia dell’A2 si potrebbero avere gli stessi risultati e dare incentivi a chi usa il carpooling».
Lei propone di pagare chi condivide l’auto?
«In Francia già succede. All’Île-de-France, a Parigi, chi fa carpooling ha un contributo di 2 euro al giorno e il contributo raddoppia nelle giornate di sciopero. Purtroppo è l’unico esempio in Europa per ora. Il traffico attorno a Parigi si potrebbe paragonare a quello dell’asse Milano-Lugano. Del resto anche il trasporto pubblico viene finanziato da Stato, Regioni, Province e Comuni. Il biglietto del bus o del treno che paghiamo coprirà il 30-40% dei costi, gli altri sono soldi pubblici».

L’altro limite dell’investimento così oneroso sull’autostrada è rappresentato secondo Mirko Baruffini dai tempi di realizzazione.
«Dobbiamo premettere che l’autostrada A2 è un corridoio fondamentale da Sud a Nord per l’Europa, fino a Rotterdam, quindi è giusto che si pensi a investimenti strutturali e al potenziamento della mobilità veloce – dice Baruffini – Se parliamo però soltanto della viabilità dei frontalieri, non è detto che la terza corsia sarà necessaria tra vent’anni, nel 2040. Le variabili sono diverse, dai costi di realizzazione ai tempi. Ci sono soluzioni più veloce ed economiche. Se noi mettiamo sulla stessa auto due persone, invece di una sola, il traffico dei frontalieri si dimezza. Con la nostra società abbiamo fornito anche un servizio di tracciamento dei movimenti delle persone per tutta la pandemia. Si deve puntare alla digitalizzazione, all’industria 4.0, al welfare e al futuro. A Gerusalemme si sta già testando un carpooling a guida autonoma. Tra dieci anni potremo mettere da 4 a 9 lavoratori su un veicolo senza autista e abbattere così il traffico sui percorsi più battuti dai frontalieri» conclude.

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1 Commento

  • Massimo Cordasco , 18 Giugno 2021 @ 15:52

    Ammesso che sia proprio necessario aumentare la capacità di trasporto stradale, l’alternativa c’è soprattutto nel metodo: come si è fatto con i trasporti su ferro la collaborazione con l’Italia potrebbe essere estesa anche al trasporto su gomma. Questo permetterebbe di prevedere un nuovo corridoio su cui suddividere il traffico. In concreto si potrebbe adeguare la superstrada Gavirate- Besozzo, proseguire con una nuova tratta in Valcuvia. quindi dalla piana del Margorabbia , con un tunnel, raggiungere la valle del Tresa e da qui, con un altro tunnel, Manno. Dal Varesotto, la Valcuvia ed il luinese parte quasi la metà dei frontalieri, ma soprattutto, con questa soluzione si può togliere quasi tutto il traffico pesante dalla tratta Lugano- Chiasso. La Confederazione e lo Stato italiano collaborano per i corridoi ferroviari e, volendo, possono farlo anche per quelli su gomma, considerato che FSI ed Anas oggi sono unite in uno stesso gruppo.

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