Frontiere aperte, riparte lo shopping comasco dei ticinesi

Acquirenti ticinesi nel parcheggio di un supermercato di Como

Prima giornata ieri di frontiere aperte in entrata e in uscita tra Italia e Svizzera. Primo giorno senza sanzioni per i ticinesi pendolari della spesa alimentare e dello shopping e primo per i comaschi che in Svizzera hanno l’abitudine di recarsi anche solo per il pieno di benzina.
Per valutare il ritorno allo shopping dei ticinesi a Como si deve probabilmente attendere oggi (lunedì è giorno di chiusura per le boutique di abbigliamento) o più probabilmente sabato, mentre nei parcheggi dei supermercati le targhe “Ti” sono tornate a occupare i parcheggi in particolare nei centri commerciali più a ridosso del confine.

Con la riapertura di tutti i valichi finiscono anche i disagi affrontati durante la pandemia dai frontalieri per varcare il confine e recarsi al lavoro. E cala la pressione sui valichi rimasti aperti, come quello di Ponte Chiasso.
Riaperta anche la Valmara, finita in questi mesi al centro delle polemiche. Il valico, dal quale passano quotidianamente oltre 1.200 frontalieri della Valle Intelvi, è rimasto chiuso fino a oggi, costringendo i lavoratori a un percorso alternativo più lungo, oltre ad estenuanti code, estendendo di almeno un’ora i tempi per raggiungere le frontiere più vicine e recarsi sul posto di lavoro in Canton Ticino. «Finalmente la situazione è tornata alla normalità», commenta il sindaco di Centro Valle Intelvi, Mario Pozzi.

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