«Furti in casa, dopo il lockdown saliranno». Il Prefetto interviene dopo i 3 casi in centro

Prefetto di Como Ignazio Coccia

Repressione e prevenzione. È l’abbinata necessaria per circoscrivere «l’odioso fenomeno dei furti in casa, specialmente ai danni dei più deboli come le persone anziane. Le prime a dover essere protette». Le parole del prefetto di Como Ignazio Coccia arrivano poche ore dopo l’allarme scattato in centro per tre furti in abitazione, tutti messi a segno da falsi carabinieri venerdì mattina tra via Monti e via Petrarca. Quanto accaduto spinge il prefetto, prima di analizzare il modus operandi dei malviventi, a sottolineare una preoccupazione, ovviamente derivante dall’esperienza, per il futuro immediato. «Stiamo parlando di attività criminose che ci sono sempre state ma in questo momento, con il lento ritorno a una vita apparentemente normale, sarà inevitabile registrare un’intensificazione delle dinamiche criminali. La gente, con l’approssimarsi dell’estate e con la voglia di concedersi, se la situazione economica lo consentirà, dei giorni di vacanza, andrà inevitabilmente a creare condizioni favorevoli per chi punta a commettere furti in abitazione». Meno persone in giro e case serrate per diversi giorni rappresentano infatti l’habitat prediletto da chi delinque. E come spesso accade l’estate è anche il periodo in cui spesso le persone anziane rimangono sole. «Da tempo si parla, e lo ribadisco, di controllo sociale e di vicinato. Sono strumenti molto utili. Mi spiego: la realtà umana che, ad esempio, popola un condominio è fatta di persone. Sono loro a doversi aiutare reciprocamente. Solidarietà e massima attenzione nell’osservare ciò che di insolito accade nella loro quotidianità. E così, se si notano persone mai viste o individui che chiedono informazioni o comunque che appaiono fuori dal contesto, è sempre meglio contattare le forze dell’ordine», spiega il Prefetto, che sottolinea come «nel Comasco ciò avviene ed è un bene. Sarà proprio dall’osservazione del quotidiano e dalle informazioni rese alle forze dell’ordine che magari potrà emergere lo spunto d’indagine decisivo». Tutto ciò sarà possibile prestando una normale attenzione a dove si vive. «Va detto che i ladri non sono persone che improvvisano. Chi vuole mettere a segno un furto o truffare una persona anziana prepara il suo colpo. Sicuramente fa dei sopralluoghi nel condominio, cerca di ascoltare le conversazioni che si svolgono tra le persone per carpire qualche informazione utile. Spesso purtroppo questi malviventi riescono a farsi aprire la porta e quindi non vi è effrazione ma in ogni caso la vigilanza sociale deve essere alta. E non intendo parlare delle ronde di quartiere ma solo di una normale e civile assistenza reciproca nel luogo in cui si vive», aggiunge il prefetto di Como, che conclude con una valutazione sul periodo del lockdown alle spalle. «I mesi di chiusura totale, con le persone in casa e quei pochi in giro attentamente controllati, hanno indubbiamente rallentato l’andamento dei furti – spiega il prefetto – A fine anno, quando verranno messe insieme le statistiche, sarà molto complesso capire quanto avrà influito la pandemia e quanto la costante opera di controllo, prevenzione e repressione delle forze dell’ordine. In ogni caso la vigilanza è sempre alta e continua».

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