Gadda inviato speciale nella Grande guerra

Carlo Emilio Gadda

Auspicata dal ventiduenne Carlo Emilio Gadda con febbrile entusiasmo, la Grande Guerra sconvolge la sua esistenza, ma fa di lui uno scrittore: lo dimostrano, oltre allo splendido Giornale di guerra e di prigionia, pubblicato solo nel 1955, le lettere che inviò ai familiari. E che Adelphi (che sta ripubblicando le opere di Gadda in una nuova serie a cura di Paola Italia, Giorgio Pinotti e Claudio Vela) manda in libreria con il titolo La guerra di Gadda (pp. 424, 30 euro). Sono lettere che vanno inserite nel relativo contesto iconografico che arricchisce ulteriormente il volume, composto di fotografie per lo più scattate da Gadda stesso, e che consentono di seguire in presa diretta la sua partecipazione al conflitto. Molte lettere sono inviate da Carlo e dal fratello Enrico ai familiari a Longone al Segrino, presso la villa Gadda poi raccontata nella Cognizione del dolore. «Di giorno in giorno il desiderio di potervi riabbracciare si fa più intenso e la lontananza da voi – scrive alla mamma Adele il 31 luglio 1915 da Parma – che avrei supposto di poter sopportare con coraggio, diviene invece una sofferenza minacciosa».
Inizio d’anno doppiamente felice per gli appassionati di Gadda: per i 200 anni del Gabinetto scientifico letterario Vieusseux di Firenze esce da Olschki il carteggio inedito da Carlo Emilio e Alessandro Bonsanti (1930-1970) a cura di Roberta Colbertaldo. Per quarant’anni, a partire dal 1930, Alessandro Bonsanti e Carlo Emilio Gadda intrattennero un fittissimo scambio epistolare. Ne restano oltre 300 lettere finora in gran parte inedite, conservate nel Fondo Gadda del Gabinetto Vieusseux e in parte nel Fondo Liberati e presso gli eredi Bonsanti, che documentano un sodalizio tra i più significativi del Novecento italiano, mettendo in luce il percorso biografico e letterario-editoriale di Gadda, insieme al ruolo fondamentale svolto da Bonsanti nel sostenerlo e nel sollecitarlo a scrivere. Un’amicizia che perdura intatta tra le difficoltà̀ della vita quotidiana e le tragedie della storia, in un’Italia che dai tetri anni del fascismo si evolve verso una faticosa e frastornante modernità.

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