Galimberti e la sterzata verso Bergamo

Marco Galimberti

La sterzata verso Bergamo, anziché verso Como, della Confindustria di Lecco-Sondrio non sembra preoccupare il presidente della Camera di Commercio, ente che da tempo ormai riunisce i due rami del Lario. «Non conosco le dinamiche che sono entrate in gioco in questa decisione – ammette Marco Galimberti in un’intervista a Etv – Avevano iniziato un percorso insieme, poi è cambiata la direzione. Non mi dà però preoccupazioni – aggiunge – significa che si continuerà a lavorare come avviene ora. Lecco è già con Sondrio mentre Como è separata».
È evidente però che una sinergia tra gli industriali comaschi e lecchesi per molti era una logica conseguenza o comunque un’operazione auspicabile. C’è chi pensa che a contribuire a questo cambiamento di rotta siano intervenute frizioni interne proprio alla Camera di Commercio, lo scorso novembre.
Uno scontro poi ripianato con la successiva approvazione del documento ma che potrebbe aver lasciato degli strascichi.
«Io non credo che un singolo episodio possa aver determinato un tale cambio di rotta – ha risposto ancora il presidente della Camera di Commercio – chiarite le varie posizioni stiamo lavorando tutti insieme. Non credo possa essere stato il fattore determinante. Io non conosco le motivazioni di questo cambio di direzione – ribadisce Galimberti – per quel che ci riguarda posso solo dire che abbiamo sempre avuto grande collaborazione da parte di entrambe le associazioni confindustriali». Da quasi due anni, è noto, la Camera di Commercio è unica per Como e Lecco. Un allineamento che a questo punto non ci sarà sul fronte industriale. «Noi abbiamo dovuto unirci per legge – chiarisce ancora Galimberti – al di là delle innegabili difficoltà iniziali, stiamo procedendo insieme e ragioniamo ormai come un’unica identità lariana, sin dall’inizio – conclude – abbiamo specificato che non si lavora ognuno per sé».
Sul fronte sindacale è invece il segretario generale della Cisl dei Laghi (da anni interprovinciale), Daniele Magon, a intervenire. «In un momento difficile come l’attuale, in cui credo sia fondamentale consolidare strategie e alleanze tra aree geograficamente ed economicamente affini, per prepararsi ad affrontare la crisi che i prossimi mesi ci prospettano, non può non preoccuparci la direzione scelta da Confindustria Lecco – Sondrio di fondersi con Bergamo», sottolinea Magon.
«Scelta che stride ancora di più se si tiene conto del fatto che da tempo, invece, le Camere di Commercio di Como e di Lecco hanno deciso di muoversi in una logica opposta, mettendo in comune le proprie forze. Detto questo, guardiamo avanti – aggiunge – convinti del fatto che, per fronteggiare la crisi, le due azioni principali da mettere in campo debbano essere la continuazione dell’erogazione di ammortizzatori sociali e la tutela dei posti di lavoro, convincendo le imprese che le spese per il personale non sono costi ma parte del patrimonio delle aziende», conclude di segretario generale della Cisl dei Laghi.

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