Galleria del Ceneri, sarà una mostra il progetto di AlpTransit

Una fase dei lavori di costruzione del tunnel del Ceneri © AlpTransit San Gottardo SA

Ci sono opere lungimiranti che nemmeno una pandemia può fermare del tutto. Si approssima la conclusione di una altra opera titanica nell’ambito dell’Alp Transit, la realizzazione dei 15,4 km della galleria di base del Ceneri che è, dopo quella del San Gottardo e del Lötschberg, il terzo maggiore progetto di tunnel ferroviario della Svizzera. L’inaugurazione e la messa in esercizio della galleria di base del Ceneri è prevista per quest’anno, epidemia permettendo.
A fine agosto 2019 è terminata l’installazione della tecnica ferroviaria e prima della pandemia si stava lavorando a preparare il periodo chiamato “esercizio di prova”. Attualmente, come si legge sul sito dell’Alptransit, i lavori alla galleria di base del Ceneri sono sospesi e il periodo di prova è rimandato a fine aprile.
«Le corse di prova, che devono essere eseguite dal responsabile delle prove insieme al macchinista, al momento non sono possibili perché la distanza richiesta di 2 metri in cabina non può essere mantenuta» si legge in un comunicato ufficiale. Anche l’inaugurazione prevista per dicembre dipenderà dall’andamento della pandemia in Svizzera e nel resto del continente.
la mostra
Mentre strada ferrata e suoi manutentori sono alle prese con uno scoglio imprevisto, si è già pianificata una mostra che è in programmazione in parallelo con l’inizio della nuova avventura ferroviaria. Il sito del Max Museo di Chiasso (chiuso per l’emergenza) la annuncia dal 4 ottobre al 28 febbraio ma anche qui tutto dipenderà dall’andamento dell’epidemia. Intanto però possiamo farci un’idea del progetto della mostra stessa che sarà anche al vicino Spazio Officina sempre in via Dante a Chiasso.
Quello che la struttura diretta da Nicoletta Cavadini si propone è «un’indagine e una riflessione sul tema dei trasporti con particolare riferimento alla realizzazione e alla messa in esercizio della galleria di base del Ceneri» che come detto dovrebbe avvenire in autunno, al massimo in inverno. «Chiasso, in questo contesto – si legge ancora sul sito del museo ticinese – ha svolto e svolge un ruolo particolare. Città di confine, ha conosciuto un notevole sviluppo in stretta correlazione con la ferrovia, in linea con quanto è avvenuto nel resto d’Europa e in America, dove, già sul finire dell’Ottocento, l’avvento e l’affermazione della “strada ferrata” ha contribuito alla crescita economica, sociale e anche culturale. Il trasporto ferroviario è progressivamente assurto a simbolo di spazio di confronto e di scambio per eccellenza».
Il treno del progresso ha viaggiato sui binari delle tecniche grafiche e una delle vocazioni principi del museo chiassese è proprio documentarne l’evoluzione.
Ecco perché la mostra al Max annunciata per l’autunno e che si spera possa andare in scena senza slittamenti ospiterà manifesti, grafiche litografiche, cartoline, dépliant, orari ferroviari, video, pubblicità e loghi, e lo farà – si legge sul sito – «ricordando il grande grafico svizzero Müller-Brockmann. Sullo sfondo, l’idea che oggi, nell’era della globalizzazione, il treno può contribuire a far emergere la consapevolezza del fatto che tutti noi siamo immersi in una dimensione più aperta e interconnessa».
Giacometti in scena
Ancora da superare però uno scoglio più prossimo sull’asse del binario temporale ossia l’altra grande mostra del Max di Chiasso che è tuttora annunciata ma in attesa che l’epidemia possa permetterne la visione. Come già abbiamo riferito sul giornale di ieri, il museo ticinese ha attivato una massiccia iniziativa di presenze digitali e di dialogo interattivo con il pubblico per valorizzare la sede e le collezioni ma anche appunto la prima mostra che in ordine di data dovrebbe andare in scena, ossia l’omaggio all’opera grafica del grande artista elvetico Alberto Giacometti. L’inaugurazione è sulla carta il 21 aprile, per ora dobbiamo accontentarci del web.

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