Garbo invita a imitare Nick Cave. A chi fa arte il cantautore suggerisce silenzio e meditazione

Renato Abate alias Garbo

«Sono ancor più sereno e consapevole del mio ruolo nell’apprendere che altri artisti sono allineati ad un pensiero che ho espresso alcuni giorni fa: niente canzoni sui balconi, niente live casalinghi on line, ma un periodo di riflessione…». Così Garbo, il musicista comasco celebre per album come “A Berlino… va bene” e “Scortati” ed esponente di punta della new wave italiana, nonché erede artistico di David Bowie in Italia, ricorda su Facebook la sua posizione sulla emergenza sanitaria e sull’impegno degli artisti in questa fase. E lo fa citando una intervista a Nick Cave, artista australiano che stima particolarmente: «In quanto artista, sarebbe imperdonabile perdere questa occasione straordinaria. Improvvisamente, scrivere un romanzo, una sceneggiatura o delle canzoni sembrano atti di autoindulgenza appartenenti a un’epoca passata. Non è il momento di nascondersi nel processo creativo. È il momento di fare un passo indietro e sfruttare questa opportunità per riflettere su quale sia esattamente la nostra funzione: a cosa serviamo noialtri artisti».
«Di questi tempi il vero lavoro creativo, conclude Nick Cave, è scrivere e-mail agli amici lontani, telefonare ai parenti, dire una parola gentile al vicino di casa, pregare per chi è in prima linea. Questi semplici gesti possono migliorare i legami fra le persone, così quando usciremo da questa situazione saremo uniti da compassione, umiltà, dignità. Forse, vedremo il mondo con occhi nuovi e con un rinnovato rispetto nei suoi confronti. Ecco quale potrebbe essere, effettivamente, il vero lavoro creativo».

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