Georadar in azione al Rondineto con tre Università e l’ok della Soprintendenza

Camera Grande

Prosegue in questi giorni con l’ok della Soprintendenza che è partner del progetto la ricerca della Università La Sapienza di Roma e quelle di Monaco e Varsavia, coadiuvati dal prestigioso Istituto Archeologico Germanico di Roma (Deutsches Archäologisches Institut Rom) sul tumulo a terrazze in località Rondineto, tra Prestino e San Fermo, dove addormentata nel terreno, è stata ipotizzata in base a precedenti rilievi geognostici – e annunciata in un apposito convegno online l’estate scorsa – la presenza una struttura che potrebbe essere la più imponente di tutto il parco Spina Verde, ancor più estesa della vicina “Camera grande”.
Inoltre viene svolto un lavoro di ricerca e misurazioni per un’opera di aggiornamento della mappatura e ricontestualizzazione delle evidenze dell’area protostorica dell’intero parco per produrne una nuova cartografia digitale che sarà utilissima per gli studiosi a venire.
È presente al Rondineto in questi giorni con i professori tedeschi e polacchi il professor Alessandro Vanzetti, docente di protostoria europea della Sapienza che ha portato sul Lario una sua allieva, Francesca Di Maria, che sta elaborando una tesi magistrale proprio sulla mappatura digitale della Spina Verde e per un mese ha studiato le mappe conservate in Soprintendenza relative all’area. I primi risultati delle ricerche sono stati già anticipati nel volume Crossing the Alps. Early Urbanism between Northern Italy and Central Europe (900-400 BC) edito da Sidestone Press ma l’intenzione è andare avanti e in prospettiva se ne varrà la pena si potrà anche procedere con sondaggi sul sito, con fondi tedeschi.
Fautore comasco dell’iniziativa è il proprietario del fondo, l’ingegner Fabio Brusa, coadiuvato nella triangolazione con gli studiosi da Sergio Lazzarini, docente di Storia del Diritto Romano all’Insubria. Proprio con l’Insubria, ma anche con il gruppo archeologico Ulisse Buzzi e la Società Archeologica Comense, così come con il Parco Spina Verde, gli studiosi delle tre università si stanno interfacciando perché la valorizzazione del sito di Rondineto e in generale la mappatura degli insediamenti protostorici lariani sia al massimo grado condivisa. Sono stati effettuate al Rondineto ispezioni con georadar e magnetometro e si è andati a studiare anche altri siti della Spina Verde approfittando del bel tempo.
Tra le evidenze che la mappatura intende considerare ci potrebbe essere in futuro anche il “grande cerchio” litico dell’ospedale Sant’Anna di San Fermo. Il sito è ritenuto dagli appassionati di archeologia e misteri dell’antichità la “Stonehenge” della piana della Val Grande.
Una scoperta ritenuta unica nel suo genere in Italia e in Europa e forse utilizzata come osservatorio astronomico da parte delle popolazioni celto-golasecchiane della prima Età del Ferro.

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