Il cantiere immobile dell’Asilo Sant’Elia simbolo della Como che snobba i suoi maestri

asilo d'infanzia Sant'Elia

Autunno caldo sul fronte delle vetrine dedicate alla cultura del progetto a Como. Architettura a due facce, verrebbe da dire, con luci e ombre.
Viene presentato oggi alla biblioteca Borsellino in piazzetta Lucati dalle 17.30 il volume che contiene in edizione critica il carteggio in gran parte inedito tra Giuseppe Terragni e Luigi Zuccoli a cura di Luca Lanini e Giovanni Menna, edito a Melfi da Libria nella collana “Mosaico”. Menna e Lanini parteciperanno all’incontro, patrocinato dall’Ordine degli Architetti, insieme con lo storico dell’architettura del Politecnico Marco Biraghi, Stefania Cacia dell’Ordine degli Architetti, l’archivista Lucia Ronchetti e il figlio di Zuccoli, Carlo. Sarà l’occasione anche per un dibattito sul ruolo storico dell’architettura a Como.
Intanto si appresta a tornare il “Salone del mobile” comasco: Lake Como Design Festival andrà in scena in città dal 5 al 10 ottobre. Il Ridotto del Teatro Sociale di Como ospiterà la mostra History Repeating. Come i designer guardano alla storia, mostra collettiva a cura di Marco Sammicheli. Altra sede sarà Palazzo Mantero in via Volta con una mostra a cura dell’atelier Lithos di Alfredo Taroni (con un testo introduttivo di Stefano Bucci del “Corriere della Sera”) e con alcune delle tante opere d’arte a tiratura limitata per amatori e collezionisti che il laboratorio litografico di Rebbio ha prodotto nei suoi oltre trent’anni di vita in collaborazione con designer di fama mondiale come Sottsass, Michele De Lucchi e Alberto Branzi. Altra sede della mostra sarà Palazzo Valli Bruni, oggi sede dell’Accademia di Musica e Danza Giuditta Pasta. Di nuovo architettura dalla prossima settimana con la mostra in arrivo dal 4 ottobre dedicata al sodalizio artistico e creativo tra Mario Asnago e Claudio Vender, autori di numerosi edifici di pregio non solo nel capoluogo lariano, come il Condominio Belvedere accanto all’Aero Club, ma anche ville in Brianza.
A fronte di questa effervescenza senz’altro encomiabile, ecco però profilarsi un’altra realtà parallela che si ha sotto gli occhi, ossia la scarsa tutela che spesso soffrono i monumenti del passato. L’emblema è l’Asilo Sant’Elia dello stesso Terragni in via Alciato a Como. Monumento di straordinario valore, opera della seconda metà degli anni ’30 che lo stesso autore Terragni definiva come la sua opera più spontanea.
Dopo i restauri contestati, i lavori che avrebbero dovuto restituire l’asilo alla città entro la Pasqua dello scorso anno sono rimasti in sospeso.
Con la pandemia di mezzo il cantiere si è bloccato. La scorsa primavera l’argomento era stato al centro di accese discussioni a Palazzo Cernezzi.
«Fermiamo questo oltraggio a Terragni, difendiamo il Razionalismo vanto della città di Como. Salviamo l’asilo Sant’Elia». Così il consigliere di Fratelli d’Italia, Mario Gorla era intervenuto in consiglio comunale, sugli interventi necessari per riaprire la scuola di via Alciato.
«Temo che il Comune, che ha il compito di presentare un nuovo progetto alla Soprintendenza – dice l’architetto Paolo Brambilla, che abita proprio di fronte all’asilo e in passato si era mobilitato con altri progettisti per valorizzare la struttura – non abbia idea né di cosa farne a livello di scuola pubblica, né a livello di monumento di architettura. Ormai i bambini sono stati collocati in altre sedi, e intanto nessuno vigila, il cantiere è fermo e sul tema si è sostanzialmente immobili».

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