Gestione di Villa Erba, scintille in commissione, a favore soltanto i due voti della Lega
Cronaca

Gestione di Villa Erba, scintille in commissione, a favore soltanto i due voti della Lega

Rapinese: «Così il Comune di Como rimane fuori dal cda per 110 anni, è pura follia»

Sono scintille in Commissione IV a Palazzo Cernezzi, dove ieri pomeriggio si è discussa la delibera sulla società di gestione di Villa Erba.
Alla fine la modifica dell’articolo della statuto che permette ai soci pubblici di scendere sotto la soglia del 51% viene votata solo dai due consiglieri della Lega presenti, Giampiero Ajani e Ivan Noseda.
Una débâcle se si vuole usare un termine calcistico e si considera che la commissione ha 8 componenti, oltre eventualmente ai capigruppo dei partiti non rappresentati. Che per il documento proposto dall’assessore alle Partecipate, Adriano Caldara, non fosse una passeggiata si era intuito già dalle assenze, probabilmente strategiche, di entrambi i consiglieri di Forza Italia (Cenetiempo e Tufano) e di Svolta Civica (Traglio) e pure del capogruppo pentastellato Aleotti. In sala capigruppo, con Caldara si presentano il presidente di Villa Erba spa, Filippo Arcioni, il direttore dell’ente, Piero Bonasegale e il consigliere di amministrazione, espressione di Palazzo Cernezzi, Fulvio Alvisi. Il passaggio in commissione segue l’iter previsto della delibera che ha avuto l’ok della giunta. Lunedì prossimo ci sarà l’esame vero e proprio, con il voto del consiglio comunale. La seduta di ieri, intanto, è stata tutt’altro che tranquilla.
«Ho chiesto che si mettesse a verbale l’assurdità della delibera» spiega Alessandro Rapinese (Rapinese Sindaco), che ha votato contro, mentre Stefano Fanetti (Pd) e Sergio De Santis (Fratelli d’Italia) hanno scelto l’astensione.

«Si tratta di un documento lesivo degli interessi dei comaschi – dice Rapinese – Non sono contro il privato a livello etico. Anzi, ben venga il privato che dà lavoro e rilancia quello che la pubblica amministrazione non riesce a gestire. Basta guardare a Como le cose pubbliche come le strade in quale stato siano. Ma questa delibera è assurda». Rapinese si dice innanzitutto stupito che questa modifica dello statuto, che toglie la maggioranza pubblica alla società di gestione, venga proposta proprio quando il bilancio di Villa Erba è tornato «in ordine».
Poi l’attacco. «Semplifico per far capire ai comaschi. Il Comune è comproprietario di un immobile che vale milioni di euro. Con altri tre enti pubblici, Provincia, Comune di Cernobbio e Camera di Commercio, ha anche la maggioranza della Società di gestione dell’immobile. Ai tempi si pensò di tenere la maggioranza e concedere gratuitamente il compendio alla società di gestione per un periodo lunghissimo, fino al 2128». Oggi il Comune di Como esprime uno dei consiglieri nel Cda, a turno con Cernobbio.
«Con la modifica dello statuto Como e Cernobbio non avranno mai più un consigliere, per i prossimi 110 anni – dice Rapinese – Mentre Provincia e Camera di Commercio lo mantengono. Stiamo rinunciando a governare una società che ha in concessione la nostra villa gratis per oltre un secolo e che, nel caso di fallimento, ad esempio, avrebbe come garanzia proprio la villa. Ma questa è pura follia. Se il privato entra e vuole fare utili, allora che rischi di suo, non deve essere il Comune a rischiare».
A Cernobbio, dopo la scelta del sindaco, Matteo Monti, di aderire alla delibera, sono arrivate le dimissioni dell’assessore al Bilancio, Roberta Tramalloni.
«Ma certo – dice Rapinese – E mi dissocio da chi aveva definito il nuovo giovane sindaco del paese come il “Rapinese di Cernobbio”».
Un voto contrario e due astensioni. Sergio De Santis di Fratelli d’Italia spiega così la sua scelta.

«Credo che un simile argomento vada discusso, prima del voto, all’interno del nostro gruppo e con il nostro responsabile provinciale, Stefano Molinari – dice De Santis – Le commissioni servono per approfondire le carte. Ho ascoltato le motivazioni dell’assessore Caldara e del presidente di Villa Erba, ma anche le obiezioni mosse da Rapinese, che è sempre molto preparato. Dobbiamo decidere per il bene della città».
Meno granitica l’astensione del consigliere del Pd, Stefano Fanetti.
«Credo che il progetto sia tutto sommato positivo, ma è giusto prima parlarne con il gruppo. È assurdo avere così poco tempo per esaminare temi così complessi e determinanti per il futuro di Como – dice Fanetti – questo sì. In poche ore viene chiesto di votare sulle tariffe delle mense, sulla Ticosa, sulla fusione di Spt-Cpt e su Villa Erba, quando per un mese e mezzo non si è fatto nulla».
Lunedì sera sarà l’aula a esprimersi sulla delibera. In tempo per l’assemblea di Villa Erba di giovedì 26.

20 luglio 2018

Info Autore

Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
ottobre: 2018
L M M G V S D
« Set    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
 Farmacie di turno 

   Ospedali   

   Trasporti   
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto