Gestione esterna dei musei cittadini. Gaddi: «Ormai è strada obbligata»
Cronaca

Gestione esterna dei musei cittadini. Gaddi: «Ormai è strada obbligata»

Musei, un malato al cui capezzale il Comune di Como cerca di dare sollievo ipotizzando una gestione integrata con Villa Olmo.
La proposta è stata messa sul tappeto in una riunione di giunta del 5 luglio scorso a Palazzo Cernezzi, in cui a Struttura srl – la società romana incaricata dal Comune di individuare i miglior gestore per il futuro di Villa Olmo – è stato chiesto di immaginare uno scenario univoco per le collezioni civiche e la grande sede espositiva di via Cantoni.
Ma cosa ne pensano gli assessori alla Cultura di Como di ieri e di oggi? Da noi contattata al telefono, l’assessore al Turismo Simona Rossotti, titolare della delega alla Cultura da poche settimane (prima era del sindaco), è all’estero e risponderà nei prossimi giorni. Sergio Gaddi, artefice delle mostre di successo nelle giunte di centrodestra dal 2004 al 2012, ieri a Sapporo dove accompagna nel tour giapponese la mostra su Brueghel, il cui embrione nacque a Villa Olmo, è categorico: «In una città normale i musei andrebbero gestiti dal Comune, ma manca un dirigente ad hoc, fin da quando è andato in pensione Lanfredo Castelletti. Il Comune non puo abdicare alla funzione culturale, non ci sono solo i tombini in una città, specie se ha pretese di essere turistica. Ma mi rendo conto che in una situazione anormale come quella di Como non c’è alternativa a una gestione esterna. Su Villa Olmo poi Palazzo Cernezzi non ha alternativa: un tempo era una struttura produttiva sul fronte della cultura, ora dopo il declino avviato dall’era Lucini, l’unica strada è delegare a un gestore esterno».
Da parte sua è critico sulla prospettiva di una gestione unitaria di Villa Olmo e musei Luigi Cavadini, critico d’arte e successore di Gaddi con la giunta di centrosinistra del sindaco Mario Lucini: «Integrare musei e Villa Olmo può essere anche rischioso, significa capire bene cosa si vuole dalle due strutture. A Brescia si stanno facendo esperienze positive in questo senso, ma a Como serve comunque una “testa” a capo dei musei, che tuttora manca. Prima di consegnare la città alla giunta di centrodestra avevamo previsto un progetto per creare un direttore scientifico unico di musei e biblioteca nell’organico comunale, figura tuttora inesistente. È un obbligo di legge sia nazionale che regionale, non è evitabile».

27 luglio 2018

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Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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