Gilberto Simoni e Dario Cataldo, visite a sorpresa al Museo del Ghisallo

Gilberto Simoni

Grandi firme ieri al Museo del Ciclismo del Ghisallo. Visite a sorpresa che hanno fatto molto piacere al presidente della struttura, Antonio Molteni, e ai suoi collaboratori, che volentieri hanno accolto i graditi ospiti.
Al mattino è arrivato, accompagnato da un gruppo di ciclisti, Gilberto Simoni. Il corridore trentino, nella foto sopra, nella sua carriera ha conquistato due Giri d’Italia, nel 2001 e nel 2003. Vanta successi di tappa anche al Tour de France e alla Vuelta in Spagna. Nel 2005 sul traguardo di Como chiuse al secondo posto al Giro di Lombardia alle spalle di Paolo Bettini.
Accompagnato, tra gli altri, da Sabrina Schillaci, ciclista specializzata in prove su lunghe distanze, Simoni ha guardato con curiosità i cimeli del Museo. Ha ovviamente cercato la sua maglia rosa nella esclusiva collezione che si trova nella struttura di Magreglio e si è fatto fotografare vicino ad una prima pagina della Gazzetta dello Sport che ricorda una delle affermazioni al Giro d’Italia.
Nel primo pomeriggio ha invece fatto visita Dario Cataldo. In zona Ghisallo per un servizio fotografico, il vincitore della tappa Ivrea-Como al Giro 2019 ha colto l’occasione per fare una visita guidata, soffermandosi soprattutto a dare un’occhiata alle bici storiche. Proprio Cataldo in marzo doveva essere ospite del Museo, ma poi l’emergenza per il Coronavirus ha fatto saltare la cerimonia che lo avrebbe visto protagonista. Il corridore del Team Movistar dopo aver lasciato Magreglio ha fatto tappa a Ponzate di Tavernerio per incontrare Elio Ponti. L’88enne scultore è l’autore del Monumento al Ciclista del Ghisallo e Cataldo, che vive in Svizzera, teneva a salutarlo di nuovo alla sua prima uscita in Italia dopo la riapertura della frontiera.

Gilberto Simoni al Museo del Ghisallo
Gilberto Simoni con la “Gazzetta” che ricorda una delle sue vittorie al Giro d’Italia


Dario Cataldo con il presidente della Fondazione Museo Ghisallo Antonio Molteni
Dario Cataldo osserva le biciclette esposte al Museo del Ciclismo

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