Giochi senza frontiere, indimenticabile 1970. Cinquant’anni fa il successo targato Como

Giochi senza frontiere 1970

Tra i mesi di giugno e settembre del 1970, Como fu protagonista di un successo di risonanza europea in una competizione all’epoca molto famosa e seguita: i “Giochi senza Frontiere”.
Molti ricorderanno gli anni delle gare tra città appartenenti a diverse nazioni del nostro continente. L’iniziativa raggiunse grande notorietà, appassionando decine di milioni di persone grazie alle riprese televisive che portavano in tutte le case le varie sfide di abilità.
Si trattava di contese improntate a un mix di sport, fantasia e a un certo umorismo per il fatto che erano ammessi “disturbi” da parte degli avversari ai danni di chi era volta a volta impegnato nelle diverse prove.
La grande kermesse si svolse puntualmente ogni anno dal 1965 fino al 1982. Poi, dopo una pausa, riprese ancora dal 1988 fino al 1999. Como fu la prima città italiana ad aggiudicarsi un’edizione dei “Giochi senza Frontiere”, la sesta, giusto cinquant’anni fa. In seguito la stessa buona sorte toccò ad Abano Terme, a Vigevano e a Bolzano, ma la primogenitura spetta al capoluogo lariano che, tra l’altro, interruppe la precedente serie di vittorie tutte tedesche. Davvero il 1970 non fu un anno buono per l’allora Germania Occidentale, che proprio nel mese di giugno subì la sconfitta per 4-3 dall’Italia nella semifinale ai Mondiali in Messico, passata alla storia come la “partita del secolo”.
I “Giochi senza frontiere” vedevano in gara città europee di Italia, Svizzera, Belgio, Francia, Inghilterra, Olanda e, appunto, Germania Ovest. Il meccanismo della competizione prevedeva sfide a tappe in ognuno di questi Paesi. Le città che li rappresentavano erano sempre diverse e la finalissima si svolgeva tra le magnifiche sette che avevano riportato il punteggio più alto rispetto alle consorelle del proprio Paese.
Quella bellissima sesta edizione iniziò il 9 giugno, un martedì sera, nel parco di Villa Olmo a Como. Ai balconi della storica dimora erano stati sistemati i box per il lavoro dei vari telecronisti. Erano stati allestiti scivoli, fossati e pedane per le prove previste, oltre che due tribune dove si assiepò un pubblico davvero scatenato nel tifo. Numerosi erano anche i sostenitori della rappresentativa tedesca, giunti per l’occasione fino a Como.
Sul lago davanti a Villa Olmo furono accese fontane di fuochi artificiali. Iniziata la competizione, la città lariana vinse subito la prima gara in cui prevaleva chi riusciva a cantare più a lungo, nonostante le frecce lanciate dagli avversari contro un orologio per fermare il tempo. Poi conquistò anche la seconda prova, uno spogliarello in altalena in cui bisognava togliere quanti più indumenti possibile in un tempo prefissato a chi intanto dondolava. Poi i padroni di casa persero male la prova che impegnava a pedalare in tandem trasportando una pila di torte che non dovevano cadere. Sta di fatto che, di gara in gara, la città tedesca di Kelheim raggiunse in classifica il capoluogo lariano e lo superò. Como però stravinse l’ultima e decisiva battaglia sui pattini a rotelle in salita. Ciò valse il controsorpasso nell’apoteosi generale seguita da tuffi di massa in acqua, anche se il clima non era certo estivo per via della pioggia caduta prima del concorso.
Il successo venne suggellato dal ballo finale sulle note di un valzer nei saloni di Villa Olmo.
L’intera serata fu trasmessa il 10 giugno in differita televisiva, sul secondo canale Rai. E fece il botto con ottanta milioni di telespettatori in tutta Europa e record in Italia: 10 milioni, con indice di gradimento superiore all’80%. Alla fine delle diverse manifestazioni il bilancio dei telespettatori in tutto il continente sarà complessivamente di oltre mezzo miliardo. In Italia, però, con riprese tv in bianco e nero, negli altri Paesi già a colori. Il regista della trasmissione era Piero Turchetti, lo stesso del celebre “Rischiatutto” di Mike Bongiorno che proprio in quell’anno catalizzava i giovedì sera degli italiani. I conduttori erano Renata Mauro e Giulio Marchetti. Dopo la tappa di Como, non lontano, ci fu quella svizzera di Lugano, il 24 giugno.
Alla fine dei vari appuntamenti nelle sette nazioni che si sfidavano, i 40 punti finali ottenuti diedero a Como un primato anche sulle altre città italiane impegnate nelle gare in calendario e questo garantì proprio ai lariani l’accesso alla finalissima.
L’evento si tenne mercoledì 16 settembre all’Arena di Verona, davanti a 20mila spettatori. Era la prima volta che la finalissima si disputava in Italia. Sotto un violento temporale, Como vinse davanti alla città olandese di Alphen aan den Rijn, trionfando in giochi impegnativi e divertenti che avevano come protagonisti draghi, centauri, ninfe, torri. E, naturalmente, vista la città ospitante, gli immancabili Romeo e Giulietta. Si parlò di kolossal, tenuto conto anche del luogo, l’anfiteatro dove si rappresenta sempre l’Aida.
Nelle casse del comune capoluogo arrivarono 32mila franchi svizzeri, pari a oltre 4 milioni e mezzo di vecchie lire italiane, il premio previsto. Qualche polemica, a riprova del grande interesse per i “Giochi senza Frontiere”, fu sollevata riguardo al fatto che in Italia anche la trasmissione tv della finalissima sarebbe andata in onda quarantott’ore dopo, in differita. Non così, però, per tanti comaschi che la videro in diretta grazie alla Televisione della Svizzera italiana.
La competizione sarebbe poi tornata sul Lario, stavolta per una finale, ma a Bellagio nel 1988.
Nella foto, la squadra di Como, che trionfò cinquant’anni fa a “Giochi senza frontiere” a Villa Olmo e a Verona (foto Icomografie-Nodo Libri)

L’elenco dei comaschi – riportato dal sito Internet jsfnetfrance.free.fr – che trionfarono a “Giochi senza frontiere” 1970: Giampiero Ajani, Aurelio Balestrieri, Ezio Bardelli, Mario Brunello, Cristina Caimi, Andrea Castiglia, Elvira Cavicchioni, Giovanni Comerci, Antonio Converso, Sergio Favaron,
Lia Giudici, Margherita Giudici, Luigi Greco, Anna Marchetti, Emilia Martini, Graziella Monti, Emy Montini, Milli Meri, Calogero Napoli, Pietro Normanno, Giovanna Rossi, Antonio Stabile, Fulvia Rupcich, Giuseppe Tantardini, Guido Tenconi, Giuseppe Terzo, Paola Valsecchi, Adriana Verdicchi, Alberta Viannello

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