Gioco d’azzardo patologico, in città oltre mille persone a rischio

Con la condivisione di una bozza di ordinanza che prevede la possibilità di limitare gli orari di accensione di slot machines e videopoker, si è concluso il progetto “Quando il gioco si fa duro”, cofinanziato da Regione Lombardia e guidato dal Comune di Como, per lo sviluppo e il consolidamento di azioni di contrasto al gioco d’azzardo patologico. Il progetto lancia un grido d’allarme: negli ultimi 12 anni il Sert, Servizio per le Tossicodipendenze di Como, ha preso in carico 520 pazienti, ma i numeri rischiano di essere ben più drammatici: proiettando sulla sola città di Como i dati nazionali della popolazione tra i 15 e i 64 anni, potrebbero essere fino a 2.000 i giocatori problematici e fino a 1.200 quelli patologici.
È assodato che il numero dei giocatori patologici aumenta con l’aumentare delle occasioni di gioco. In città gli apparecchi censiti nel corso del 2016 erano oltre 600, di cui 557 sono le cosiddette Newslot, che permettono giocate in moneta e vincite fino a 100 euro, e 103 le macchine “Vlt” (che funzionano con le banconote e promettono vincite fino a 500.000 euro): significa un apparecchio ogni 127,8 abitanti, dislocati in 138 esercizi. Anche per questo l’amministrazione comunale intende limitare il fenomeno.

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