Gioielli a rischio estinzione nella città dei paradossi

altLa riflessione
Da un lato, convegni e obiettivi ambiziosi. Dall’altro, macerie. La città di Como ha molte frecce al proprio arco. Una è la capacità di far viaggiare il motore con più marce. Contemporaneamente, però.
A voler essere benevoli, mettiamola così. Tuttavia, ci sarebbero molti altri modi per definire in modo icastico il cortocircuito, il paradosso, l’imbarazzante compresenza di slanci encomiabili ed esecrabili freni a mano tirati, più o meno consapevolmente. La vicenda del Razionalismo è in sintesi tutta qui.

Un’eredità importante, invidiatissima, un museo all’aperto di architettura costruita e non solo pensata o disegnata, unico al mondo. Che tanti convegni e dibattiti, ieri e oggi, hanno cercato di porre al centro dell’attenzione anche come volano culturale e motivo di turismo. Ma è un tesoro che non produce ancora reddito ed è visto solo come un onere improduttivo. E per questo versa in condizioni di perenne emergenza, situazione che è divenuta, complice anche la logica “razionale” della spending review, prassi quotidiana. È un dato inoppugnabile: in assenza di fondi, il Comune ha dovuto privilegiare negli stanziamenti per mantenere la stabilità del sistema Como gli interventi relativi alla sicurezza delle strutture, di chi ci lavora e di chi le vive. Adesso forse, è ora di cambiare rotta. Fare quadrato attorno alla memoria, fare rete per riportare Como al centro dell’attenzione nel mondo dell’architettura a livello internazionale. Lo possono fare iniziative meritorie come quella imminente del “Museo virtuale Astrattismo e Architettura Razionalista di Como”, che nei suoi piani a lungo termine ha, non a caso, l’obiettivo di una grande conferenza internazionale, “Terragni’s legacy – l’eredità del Razionalismo”. E lo può fare, fuori dalle sabbie mobili della burocrazia, anche la proposta di candidare Como tra le città tutelate dall’Unesco in virtù del suo patrimonio razionalista. Sempre che non venga ridotto, nel frattempo, in briciole.

Nella foto:
Lo stato di totale degrado della fontana razionalista di Cesare Cattaneo e Mario Radice nella piazza di Camerlata (foto Mv)

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