Giornata nazionale dedicata ai camici bianchi: la cerimonia a Codogno

Medici Ats

A un anno dall’individuazione del paziente 1 nella città di Codogno, dove tutto ebbe inizio nel nostro Paese, ieri, in occasione della giornata nazionale dedicata a tutti i camici bianchi è stata svelata all’ospedale civico di Codogno una targa che porta incise queste parole: “Nel ricordo e nella memoria di tutti e per sempre”.
Un segno tangibile per non dimenticare i medici, gli infermieri, i farmacisti e i volontari che si sono spesi per combattere il Covid-19 senza tregua e mettendo a rischio le loro vite. La cerimonia, organizzata dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri in contemporanea con Roma, è avvenuta alla presenza delle istituzioni, locali e regionali, e del presidente della Federazione Regionale Lombarda degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri, Gianluigi Spata, che nelle sue parole ha ricordato il dramma vissuto dalla regione più colpita dal virus, dove il dottor Roberto Stella, presidente dell’ordine di Varese, è stato il primo medico vittima del Covid. Sono 326 i camici bianchi italiani che hanno perso la vita per il virus.
«Esprimo convinto il pensiero di tutti i miei colleghi lombardi – ha detto Spata – il 20 febbraio dovrà diventare negli anni una giornata della memoria, soprattutto per le nuove generazioni che non dovranno scordare quello che è successo, quel che abbiamo vissuto e che stiamo purtroppo ancora vivendo in questo periodo; in particolar modo i tanti, troppi operatori della sanità che hanno perso la vita per cercare di salvare quella degli altri».
«L’inimmaginabile ha modificato le matrici stesse della nostra quotidianità – è il commento del sindaco di Como Mario Landriscina nella giornata dei camici bianchi – Al silenzio è seguito l’umano bisogno di sperare nella scienza, nei ricercatori, e di affidarsi ai medici, agli operatori che più di chiunque altro sono stati i nostri punti fermi. In loro, testimoniando questa tragedia alle nuove generazioni, abbiamo riposto la nostra fiducia e le nostre speranze».
«Il personale sanitario – ha commentato il presidente dell’Anci Lombardia, Mauro Guerra – ha avuto e continua ad avere oggi un ruolo davvero fondamentale nella lotta al virus e nella straordinaria campagna vaccinale in corso».

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