Giro di Lombardia sul Lario. Una giornata di festa e passione all’insegna dello sport: folla in città e lungo il percorso

Mollema Lombardia 2019

L’ultimo era stato Hennie Kuiper nel 1981. Prima di lui si era imposto Jo De Roo nel 1962 e nel 1963: per la quarta volta sul gradino più alto del podio al Giro di Lombardia è salito un corridore olandese.
A trionfare sul traguardo di piazza Cavour è stato Bauke Mollema, classe 1986, di Groningen, un buon corridore, a guardare il suo curriculum, sicuramente non un favorito per la vittoria finale.
«Era il mio giorno» ha commentato alla fine Mollema, ciclista che ha sempre ottenuto buoni piazzamenti nelle “classiche”, ma che mai era salito sul gradino più alto del podio. L’olandese, tradizione ormai consolidata per il “Lombardia” a Como, è giunto da solo sul traguardo. Lo scatto decisivo sulla salita di Civiglio, con i grandi favoriti della corsa che hanno indugiato e alla fine si sono lanciati vanamente al suo inseguimento. Mollema si è imposto con 16’’ sull’iridato 2018 Alejandro Valverde, sulla maglia gialla del Tour Egan Bernal Gomes e su Jacob Fuglsang, quest’anno primo alla Liegi-Bastogne-Liegi. Settimo lo sloveno Primoz Roglic, uno dei grandi favoriti della vigilia.
Male gli italiani, Il primo è stato Giovanni Visconti, 17°. Delusione per Vincenzo Nibali, crollato nel finale e giunto 55° al traguardo di piazza Cavour, dove aveva trionfato nel 2015 e nel 2017, a 6’02’’ da Mollema, una posizione dietro il belga Philippe Gilbert, migliore al “Lombardia” nel 2009 e 2010.
«Dopo il mio attacco il vantaggio è aumentato velocemente, forse dietro si sono guardati un po’ troppo – ha detto Bauke Mollema – Sapevo che sarei passato per primo sul Civiglio poi quando ho sentito di avere ancora 20’’ di vantaggio ho capito che avevo buone possibilità di vincere. Conoscevo bene la discesa e ho provato a spingere a tutta fino al traguardo. L’ultima salita della Valfresca non è stata troppo dura».
«A un certo punto ho intravisto Roglic alle mie spalle ma era ancora lontano – ha concluso – Conquistare una Classica Monumento è un ottimo modo per finire la stagione, anche per la mia squadra, la Trek-Segafredo, che pochi giorni con Mads Pedersen ha conquistato il titolo mondiale. Inoltre i miei genitori erano qui a Como e tutto è stato ancora più speciale».
Sul podio, alle spalle di Mollema, un bel confronto generazionale. Alejandro Valverde è stato l’unico atleta nella storia ad ottenere un podio al “Lombardia” a più di 39 anni d’età. Il precedente record per il podio più anziano al Lombardia apparteneva a Franco Bitossi: terzo nel 1977 a 37 anni e 37 giorni.
Bernal si è invece piazzato terzo a 22 anni e 272 giorni. Per trovare un altro atleta più giovane sul podio bisogna andare indietro di undici anni, al 2008, quando il suo connazionale Rigoberto Uran chiuse al terzo posto a 21 anni e 265 giorni.
Como e il suo territorio hanno come sempre accolto con grande passione i corridori in gara. Sul Muro di Sormano i protagonisti del “Lombardia” sono saliti tra due ali di folla.
Pubblico delle grandi occasioni anche sul Ghisallo, dove ieri è stata una giornata di festa al Museo del Ciclismo, con il dono di una bici appartenuta a Vito Taccone e l’inaugurazione della sezione dedicata allo sport paralimpico. In mattinata al Santuario era stata celebrata una messa in ricordo dei corridori scomparsi.
Folla anche in città, non soltanto nella zona dell’arrivo, ma anche sulle strade che, dopo il passaggio dalla Lariana, hanno portato al Colle di Civiglio e all’ultima ascesa della Valfresca.
Una giornata chiusa con la sempre suggestiva cerimonia di consegna del Premio Vincenzo Torriani. Allo Yacht Club hanno ricevuto il riconoscimento Fausto Coppi, figlio del “Campionissimo”, la ciclista Letizia Paternoster e il giornalista Auro Bulbarelli. Premio speciale “De Martino” a Marino Vigna.

1-Ghisallo
Museo del Ghisallo, la donazione della bicicletta appartenuta a Vito Taccone

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