Giro d’Italia 2021, conto alla rovescia. Amarcord comasco della “Corsa rosa”

Trofeo senza fine Giro d'Italia 2021

Tutto è pronto per la partenza del Giro d’Italia 2021 dal Piemonte. La prima tappa sarà una cronometro individuale di 8,6 chilometri a Torino, domani, sabato 8 maggio. La conclusione il 30 a Milano con una ulteriore “crono”, che sancirà il successore nell’albo d’oro del britannico Tao Geoghegan Hart. Per quest’anno la “Corsa rosa” – la numero 104 – non prevede passaggi in provincia di Como. In zona ci sarà la penultima frazione, la Verbania-Valle Spluga-Alpe Motta, con transito dalla Svizzera, con salita a Nord dal Lago Maggiore, quindi da Ascona e Locarno, con le ascese dei passi San Bernardino e Spluga.
Il grande ciclismo non mancherà comunque dal Lario. Il Giro d’Italia Donne del 2021 ha infatti in cantiere una tappa disegnata attorno al Lago (la corsa sarà tra il 2 e l’11 luglio). Poi si attendono le decisioni di Rcs Sport sul fronte del Giro di Lombardia e sulle località di arrivo e partenza. Sicuramente non mancherà il transito dal Ghisallo, luogo simbolo della “classica-monumento” in programma il 9 ottobre.
Ma ora l’attualità e l’attesa sono tutte per il Giro d’Italia. Mentre si contano le ore che separano dal via dell’edizione 2021 ecco un amarcord del passato, dal più lontano al più recente, dedicato alla “Corsa rosa” a Como e nella sua provincia.
La “prima”
Il Giro d’Italia è giunto per la prima volta nel Comasco, proprio in città, nel 1937, alla 25ª edizione. La tappa fu vinta da Marco Cimatti, il successo finale della corsa andò a Gino Bartali. Una nota su Cimatti: nel 1932 alle Olimpiadi di Los Angeles vinse la medaglia d’oro nell’inseguimento a squadre con Nino Borsari, Alberto Ghilardi e il corridore di Albese con Cassano Paolo Pedretti.
Doppio traguardo
Il 31 maggio del 1952, nell’edizione numero 35 del Giro, il ritorno sul Lario, con la tredicesima frazione, la Bergamo-Como, conquistata in volata allo stadio Sinigaglia dal passista Alfredo Pasotti davanti al velocista belga Rik Van Steenbergen e a Fiorenzo Magni.
Il giorno dopo andò in scena la cronometro Erba-Como conquistata da Fausto Coppi. Un tracciato lungo 65 chilometri, che Coppi vinse a una media di 42,32 chilometri orari (1h 32’ 25’’ il suo tempo finale); alle sue spalle lo svizzero Hugo Koblet (a 15’’), Giancarlo Astrua (a 25’’) e l’altro elvetico Ferdi Kubler (a 30’’). Poi due miti del ciclismo italiano, Fiorenzo Magni (1h 34’08’’) e Gino Bartali (1h 34’37’’). L’arrivo, ancora una volta, era allo stadio.
Il 2 giugno da Como scattò la tappa che portò la carovana rosa in Liguria, a Genova, con successo del romagnolo Giuseppe Minardi.
Due semitappe
Lario protagonista anche nel 1957 con due semitappe, con l’arrivo della frazione Varese-Como di 82 chilometri (vinta da Alessandro Fantini) e un circuito cittadino, conquistato da Rik Van Steenbergen su Miguel Poblet Orriols e Gino Guerrini. Proprio sul Lario il lussemburghese Charlie Gaul indossò per l’ultima volta la maglia rosa, poi persa nel confronto con Gastone Nencini che vestì il simbolo del primato il giorno dopo, al termine della frazione Como-Monte Bondone.
Tributo al Ghisallo
Il ritorno in provincia di Como l’11 giugno del 1967, con la frazione mattutina Tirano-Madonna del Ghisallo, conquistata dallo spagnolo Aurelio Gonzales Puente davanti agli italiani Franco Balmamion, Vladimiro Panizza e Vittorio Adorni.
Al pomeriggio, dopo che i corridori furono ospitati in alberghi e case della zona, l’ultima frazione del Giro, la Madonna del Ghisallo-Milano, con l’affermazione del belga Willy Planckaert e la maglia rosa finale a Felice Gimondi, e podio completato da Franco Balmamion e dal francese Jacques Anquetil.
La sfida fra due laghi
Nel 1974 una frazione che collegò Como a Iseo, in provincia di Brescia: 158 chilometri con doppietta spagnola: 1° Santiago Lazcano Labaca, 2° Jose Manuel Fuente Lavandera e 8° posto del comasco Costantino “Tino” Conti. Un Giro che fu vinto da Eddy Merckx con 12’’ su Giovanbattista Baronchelli, 33’’ su Felice Gimondi e 2’14’’ sul lariano Conti, il miglior piazzamento di un comasco nella storia del Giro d’Italia.
La gara in Brianza
Due anni dopo, il 6 giugno 1976, inedito traguardo ad Arosio dopo la partenza da Castellamonte (Torino) e 258 chilometri. si impose il belga Roger De Vlaeminck davanti a Felice Gimondi e Francesco Moser. La successiva Arosio-Verona, disputata il giorno 7, si chiuse con la vittoria del parmense Ercole Gualazzini.
La “crono” di Binago
Nel 1977 il “Circuito delle due province”, Como e Varese, ospitò una cronometro individuale di 23,95 km con partenza e arrivo a Binago e passaggio, tra gli altri luoghi, da Olgiate, Uggiate Trevano, Albiolo, Cagno e Malnate. Era la penultima frazione, con successo della maglia rosa, il belga Michel Pollentier (davanti a Francesco Moser e Knut Knudsen), che il giorno successivo a Milano sarebbe poi stato incoronato quale vincitore del Giro d’Italia di quell’anno.
Inverigo, trionfo tricolore
Il 27 maggio del 1978 appuntamento in Brianza per la penultima frazione: a Inverigo pokerissimo italiano con, nell’ordine, Vittorio Algeri, Giuseppe Martinelli, Vincenzo De Caro, Pierino Gavazzi e Giuseppe Saronni. Il 28 nella Inverigo-Milano successo di Pierino Gavazzi e maglia rosa conclusiva per il belga Johan De Muynck.
Erba parla norvegese
Brianza ancora una volta protagonista nel 1986. Nella Sauze d’Oulx-Erba, il 26 maggio, si impose il norvegese Dag Erik Pedersen al termine di una fuga. Alle sue spalle a 5’’ Stephen Roche, a 18’’ Emanuele Bombini e Gerhard Zadrobilek.
La volata di Rosola
Nel 1987 una grande giornata di sport e passione in città, con la conclusione sul lungolago della Madesimo-Como, con un circuito finale in centro. In volata Paolo Rosola superò Alberto Volpi, con maglia rosa all’irlandese Stephen Roche, che quell’anno conquistò anche il Tour de France e il Mondiale.
Un Roche che quell’anno diede vita a un epico duello – ancora oggi fonte di polemiche – con il bresciano Roberto Visentini, suo compagno di squadra. Sul palco, a premiare, c’era anche l’attrice Sylva Koscina.
Festa di compleanno
Nel 2002 Cantù ospitò la partenza dell’ultima frazione della “Corsa rosa”, con l’arrivo a Milano (frazione a Mario Cipollini, maglia rosa a Paolo Savoldelli). Un tributo degli organizzatori alla fondazione, cento anni prima, del locale sodalizio ciclistico, nato infatti nel 1902.
Lombardi a Cantù
Nel 2003, invece, ancora una volta appuntamento nella “capitale del mobile”, ma in questo caso con un arrivo. Il 31 maggio, nella ventunesima e penultima tappa (partita da Cannobio, in Piemonte), la vittoria andò a Giovanni Lombardi, che si impose in volata. Curioso siparietto sul podio, con Lombardi che non riusciva ad aprire la bottiglia di spumante. Un tentativo fallito anche dall’allora sindaco Tiziana Sala, che provò a dare una mano al ciclista pavese. Il giorno dopo a Milano, la festa fu tutta per il vincitore della “Corsa rosa”, Gilberto Simoni.
Il ricordo di Casartelli
Nel 2005 Rcs Sport rese onore a Fabio Casartelli. Il campione olimpico di Barcellona 1992, originario di Albese con Cassano, era infatti scomparso dieci anni prima al Tour de France, per una caduta lungo la discesa del Colle di Portet-d’Aspet. Anche in questo caso si trattava dell’ultima frazione, partenza da Albese e conclusione a Milano, poi vinta da Alessandro Petacchi (e maglia rosa a Paolo Savoldelli).
Ultimo atto nel 2006
L’anno dopo l’idea degli organizzatori era di promuovere due semitappe: la Canzo-Ghisallo a cronometro e la Lecco-Milano in linea. Proposta che però fu bocciata dall’Unione Ciclistica Internazionale. Rcs ripiegò sulla Madonna del Ghisallo-Milano con affermazione del tedesco Robert Förster (vittoria del Giro, invece, per Ivan Basso). Anche in questo caso una celebrazione, per l’imminente apertura del Museo del Ciclismo.
Partenza per Bergamo
Nel 2007 nuovo appuntamento in terra brianzola, ancora nella “città del mobile”, con la partenza della Cantù-Bergamo. Ultimo tracciato “tranquillo” prima della sfida finale sulle Alpi e successo nella città orobica del varesino Stefano Garzelli.
2019, una fuga epica
Un giorno bellissimo, domenica 26 maggio 2019, con un assalto pacifico alla città di tifosi di ogni parte, per l’arrivo della tappa scattata da Ivrea, con finale sulle strade del Giro di Lombardia (ad esclusione del Muro di Sormano) e traguardo posto in piazza Cavour. Frazione caratterizzata da una fuga epica (ben 218 chilometri) di due corridori, Dario Cataldo (vincitore) e Mattia Cattaneo. Sul Lario molti ecuadoriani a tifare la maglia rosa Richard Carapaz, che avrebbe poi fatto suo il giro, con epilogo all’Arena di Verona.
Pioggia e polemiche
Per ragioni di Covid e con i calendari ridisegnati, il Giro 2020 è stato disputato in autunno. La tappa del 23 ottobre (Morbegno-Asti) prevedeva la discesa a Sud dalla Statale Regina, lungo il lago. Ma il meteo pessimo, con pioggia e vento, ha portato alla protesta e all’ammutinamento dei corridori. Il risultato: frazione dimezzata, con partenza da Abbiategrasso, e passaggio sul Lario in pullman davanti ad appassionati a dir poco perplessi che attendevano di vedere la “Corsa rosa” in una maniera ben differente. Per la cronaca ad Asti si è imposto il ceco Josef Cerny.
Passaggi dal Lario
Momenti di emozione anche quando il Giro d’Italia è transitato per il territorio lariano. Nel 1998, ad esempio, fu suggestivo il passaggio dalla dogana di Como-Ponte Chiasso della carovana, con la maglia rosa Marco Pantani (poi trionfatore di quella edizione). Era la Boario Terme-Mendrisio, con primo posto in volata del lecchese Gianmatteo Fagnini.
Altri momenti in rosa nel 2008 e nel 2015 sulla strada che costeggia il lago fino a Menaggio e poi verso il confine di Oria Valsolda, rispettivamente per la Sondrio-Locarno (primo il tedesco Andrè Greipel) e per la Tirano-Lugano (volata vincente di Sasha Modolo). L’ultimo passaggio sui pedali – quindi escludendo l’edizione 2020 e la “gita” in bus – nel Comasco nel 2017, il 21 maggio in Brianza, durante la Valdengo-Bergamo, conquistata dal lussemburghese Bob Jungels.

L'arrivo di vincente di Dario Cataldo nella tappa comasca del Giro d'Italia
Foto Gian Mattia D’Alberto – LaPresse L’arrivo di vincente di Dario Cataldo nella tappa comasca del Giro d’Italia 2019
Giro Italia 2020
Passaggio dal Lago di Como – in bus – della carovana del Giro d’Italia edizione 2020.


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