Giro d’Italia, tappa dimezzata dai corridori: delusione e amarezza sulle rive del Lario

Tavernola Giro Italia 2020

Tensione, ira, amarezza. Doveva essere una giornata gioiosa, di appassionati festanti – nel rispetto delle regole – a bordo strada, con applausi per la nuova maglia rosa Wilco Kelderman, per il canturino Davide Ballerini, per il suo compagno Joao Almeida, a lungo in testa alla corsa e per tutti i “reduci” del Giro d’Italia.
Doveva, appunto, perché invece la tappa del Giro d’Italia Morbegno-Asti, che prevedeva un lungo transito lungo il Lago di Como si è trasformata in una circostanza deprimente.
Poco prima del via, la protesta dei corridori per il maltempo e la prospettiva di pedalare per oltre 250 chilometri, con la richiesta di accorciare la tappa. Poi la partenza e dopo pochi minuti lo stop in attesa dei pullman, che stavano scendendo verso il Piemonte e sono stati costretti a tornare indietro. Un lungo trasferimento in bus – proprio nella parte lariana – prima del riavvio da Abbiategrasso e il resto del percorso confermato (124,5 chilometri) con il traguardo ad Asti. Inizialmente era stata ipotizzata una ripartenza da Como alle 12.30, poi si è optato per la località milanese.
L’attesissimo passaggio lungo il lago, dalla città e dal resto della provincia è così saltato, con la grande amarezza degli appassionati che attendevano i loro beniamini; chi si è fermato a bordo strada ha potuto soltanto assistere alla sfilata di pullman di squadre, mezzi dell’organizzazione e Polizia stradale. Le uniche immagini del Lario che si sono viste in tv sono quelle dei bus sulla Statale Regina e del casello autostradale dell’A9.
Senza dimenticare poi chi si era sacrificato cambiando orari e spostando impegni, non senza disagi, proprio per la presenza della manifestazione.
Mauro Vegni, direttore di Rcs Sport ciclismo e della “Corsa rosa” non ha nascosto la sua irritazione per la decisione dei corridori. «Una giornata che ci saremmo risparmiati volentieri – sono state le sue parole – al pari degli appassionati che sono stati a bordo strada per un’ora o due ad aspettare i corridori. Abbiamo subìto la decisione dei ciclisti. Ma ora chiudiamo il Giro, arriviamo a Milano, poi qualcuno pagherà; la storia non finisce qui. È stata davvero una figuraccia».
«C’è il rammarico per l’immagine che il nostro sport ha dato, dopo gli sforzi che abbiamo fatto per portare alla conclusione il Giro d’Italia in un periodo tanto difficile per il nostro Paese – ha aggiunto Vegni – Quanto accaduto va ad oscurare ciò che è stato fatto fino ad adesso: non ci sono scuse per giustificare questa situazione».
Il direttore della gara ha detto ancora: «Si è trattato della prima vera giornata con l’acqua. E, per essere in ottobre, le cose finora sono andate fin troppo bene. Non era freddo, perché c’erano 13 gradi… Non c’era alcun presupposto per bloccare tutto; peraltro molti corridori non erano d’accordo».
Tra i comaschi che non hanno nascosto la loro delusione, Anna Dotti, sindaco di Argegno. Il paese sulle rive del Lario aveva preparato una calda accoglienza per il passaggio del Giro d’Italia; sulla sua pagina Facebook Dotti ha scritto: «Per qualche capriccio dei concorrenti si è deciso di sospendere il passaggio sul nostro lago. Abbiamo rifatto le strade a nuovo, sono state pulite, predisposto le forze dell’ordine e chiuso la Statale Regina. Un evento come il Giro, emblema del nostro Paese, avrebbe risollevato un po’ gli animi in questi tempi bui. Ringrazio comunque chi, dalle 8 del mattino, si è impegnato sotto l’acqua per allestire al meglio Argegno e ha impegnato il suo tempo a garantire la sicurezza».
«Noi del Canturino eravamo pronti a sostenere il nostro ex corridore Davide Ballerini – dice Paolo Frigerio, presidente della società ciclistica brianzola e coordinatore del comitato locale in occasione del Giro di Lombardia – In ogni caso Rcs Sport ha dimostrato ancora una volta la sua capacità organizzativa, risolvendo un problema inatteso e ridisegnando in diretta la tappa».
Per la cronaca la Abbiategrasso-Asti è stata vinta dal corridore della Repubblica Ceca Josef Cerny, arrivato da solo sul traguardo dopo 22 chilometri di fuga solitaria. L’olandese Wilco Kelderman conserva la maglia rosa, con 12’’ sull’australiano Jai Hindley.
Massimo Moscardi

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.