Giulio Giorello sprona Como città di  scienza. «Alessandro Volta è un modello»
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Giulio Giorello sprona Como città di scienza. «Alessandro Volta è un modello»

«Alessandro Volta è una figura emblematica della scienza che ha una forte valenza anche oggi. Vorrei che se ne parlasse di più e in particolare nella scuola dell’obbligo, soprattutto in un periodo come questo, in cui si ha l’impressione che la scienza sia qualcosa di ostile, verso la quale nutrire diffidenza o addirittura aperta antipatia».
Parola del filosofo della scienza ed epistemologo Giulio Giorello, presidente del consiglio scientifico della Fondazione Volta di Como che sarà presto in città per una riunione del sodalizio scientifico lariano.
A Como le memorie voltiane lasciano spesso a desiderare, vedi la vicenda del Tempio Voltiano sul lungolago, tuttora dimezzato per ritardi nei restauri dopo le infiltrazioni.
«Non entro nel merito di questioni amministrative che non conosco, vivo a Milano e non a Como – dice il professor Giorello – ma sottolineo che la città lariana ha una vocazione naturale al sapere che non va affatto trascurata ma anzi incentivata. Si è sempre mostrata aperta a iniziative che tendevano a valorizzare non solo la figura di Volta e la tradizione scientifica che da lui prende le mosse, ma l’enorme importanza di una educazione scientifica che è un punto chiave non solo per capire Volta ma anche per capire la scienza dopo Volta. L’educazione scientifica ha un valore civile e coinvolge proprio le nuove generazioni: comincino a non aver paura della scienza ed a vedervi un elemento di crescita sociale».
«Iniziative come il Festival della luce di Como ad esempio – sottolinea Giorello – sono elementi di aggregazione importanti in questo senso, e spiccano per la verità in un paese come l’Italia che pullula di festival culturali di ogni tipo».
L’Università degli studi dell’Insubria aprirà molto probabilmente già dal prossimo anno accademico un dipartimento di Scienze umane proprio a Como. Può essere un trampolino e un’occasione per superare la vecchia divisione tra sapere scientifico e sapere umanistico?
«Certo – risponde Giulio Giorello – E ricordo che all’Insubria di Como io stesso ho insegnato, trovandovi sempre docenti e allievi affiatati e preparati nonché motivati. Mi sembra importante recuperare il settore delle scienze umane abbandonando la contrapposizione tra cultura umanistica e cultura scientifica, che ha fatto il suo tempo. Come dice il mio amico Edoardo Boncinelli, che è biologo e genetista ma fisico di nascita e traduttore dal greco per passione, la cultura è una sola: e puoi partire da un approccio scientifico per poi arrivare ad approfondirne uno umanistico, e viceversa. Ciò naturalmente implica, però, che le competenze vengano continuamente aggiornate e che l’apertura mentale rimanga costante. Lo trovo fondamentale, e un esempio pratico e operativo in tale direzione lo può dare proprio quale modello la figura di Alessandro Volta, che fu sì fisico e scienziato, ma ebbe una pluralità di interessi notevole. Proprio nel segno dell’inventore della pila, Como potrebbe essere un laboratorio in cui scienza e cultura umanistica si legano senza steccati e senza irrigidirsi. Peraltro siete una città di confine e questo vuol dire molto. La cultura è figlia della curiosità e la conoscenza nasce da un senso di meraviglia costante che interroga il mondo. Tutto ciò può avere in Volta un simbolo».
Como ha dato alla scienza figure emblematiche come Piero Caldirola, «È stato un maestro della fisica – conclude Giorello – ho avuto occasione di incontrarlo un paio di volte durante dei convegni, era una persona di larghissime vedute e ha avuto tra l’altro il merito di far rivivere la rivista Scientia. Il vostro fisico Giulio Casati poi ha il pregio di idee sempre brillanti e stimolanti anche al di là della cerchia degli specialisti. Como ha avuto insomma una grande tradizione scientifica, che perdura, e mi auguro che riesca a non disperdere questo patrimonio ma anzi a svilupparlo e a ramificarlo sempre di più. Connettendo un ramo del sapere all’altro. Como ha tutti i numeri per avere successo in questo settore».

11 ottobre 2018

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Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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